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Forza Italia: «Pd proroga province, assessori a 2mila euro al mese fino a dicembre»

Grazie a un emendamento del PD all'articolo 28 della legge stralcio in discussione nell'aula del Consiglio Regionale prorogate le funzioni politiche delle Province di Trieste e Gorizia. Le presidenze, le giunte e i consigli resteranno in carica fino al 1° dicembre

Con un emendamento all'articolo 28 della legge stralcio in discussione nell'aula del Consiglio Regionale, presentato dalla maggioranza del PD, sono state prorogate le funzioni politiche delle Province di Trieste e Gorizia che sarebbero dovute decadere. Nel dettaglio la norma consente alle attuali presidenze, alle giunte ed ai consigli di restare in carica fino al 1° dicembre.

«Una scelta inaccettabile - spiega il capogruppo degli azzurri Riccardo Riccardi - visto che la presidente Serracchiani fino a ieri era a vantarsi in giro per l'Italia di aver chiuso gli enti intermedi quando oggi decide di prolungarli di fatto senza alcune competenze: le province vengono svuotate ma si mantengono gli organi politici che, senza l'emendamento, sarebbero decaduti il primo luglio. Vengono poi a farci la morale paragonando l'attuale situazione alla chiusura della Provincia di Pordenone che era ancora in funzione. C'è anche - prosegue Riccardi - il problema per la presidente Poropat che al momento attuale sarebbe incompatibile con l'incarico di consigliere comunale».

«Gherghetta - spiega invece il consigliere Rodolfo Ziberna - ha imposto ai suoi assessori il "tempo pieno" ed in sostanza percepiscono uno stipendio di oltre 2 mila euro, con questa proroga si ritrovano a fare riunioni tra di loro, senza dipendenti e senza deleghe. Se, come sostengono loro, si tratta di un tema tecnico allora si azzerino gli emolumenti altrimenti è un fatto morale e mi sorprende che il Movimento 5 Stelle abbiano deciso di astenersi».

Alessandro Colautti, capogruppo del Nuovo Centrodestra, ha ironizzato: «Avrei impedito ai miei colleghi di intervenire perché bisogna lasciarli fare - spiega con il sorriso - perché una roba del genere è talmente un boomerang che bisognava stare fermi. Qui siamo stati tutti additati come immorali sul tema dei costi della politica, ora regalano lo stipendio ad alcune persone che secondo la loro stessa legge sarebbero decaduti al primo luglio».

«L'abolizione delle Province - ha aggiunto Renzo Tondo, capogruppo di Autonomia Responsabile - è solo uno specchietto per le allodole. La conferma di presidenti ed assessori del PD sono la dimostrazione che contano solo i posti e le poltrone, la Serracchiani sta precipitando nel pantano che ha portato la sinistra alla sconfitta a Roma».

«Ennesima conferma dell'arroganza e dell'ipocrisia del PD - ha concluso Barbara Zilli della Lega Nord - che mentre denunciavamo questa cosa inaccettabile con la sua presidente Serracchiani rideva e sprofondava nella sedia cercando di confondere le acque».

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