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Pd Trieste, boom di iscritti nel 2016. Pino: «Basta polemiche sui social: siamo l'alternativa più credibile e strutturata»

Grim: «Siamo l’unica forza politica in grado di guidare e tenere unito il Paese». Treu: «La lettura che è stata data da Renzi del Paese non è reale». Cosolini: «La parte dei cittadini he domanda diritti ora è diversa da quelli di una volta»

«C’è una rinnovata voglia di partecipazione al Pd e il consistente aumento degli iscritti a Trieste lo dimostra. È un buon segnale, che dà ossigeno e vitalità al nostro partito in un momento denso di sfide». Lo ha affermato la segretaria provinciale del Partito democratico di Trieste, Adele Pino, durante il suo intervento di apertura all’incontro pubblico dal titolo “Ripartiamo dallo spirito fondativo del 2007. Lavoro, equità, diritti - Per un Pd riformista ed europeo”. Il dibattito, moderato dal giornalista Fulvio Gon e chiuso dalla segretaria del Pd Fvg, Antonella Grim, è stato caratterizzato da numerosi interventi di iscritti e simpatizzanti (circa 100 persone in sala), che si sono espressi sullo stato di salute del Pd, dopo l’uscita di alcuni esponenti del partito e in vista del congresso.

700 ISCRITTI - Secondo Pino «dopo un costante calo degli iscritti negli ultimi anni, oggi assistiamo a un aumento marcato delle adesioni: nel 2016 ci sono circa 170 tesserati in più a Trieste rispetto al 2015. La campagna di tesseramento si è chiusa ieri sera. I dati non sono ancora completi e definitivi, ma dovremmo superare di poco le 700 adesioni, con un aumento del 31% circa degli iscritti rispetto al 2015, quando abbiamo chiuso a quota 533. L’incremento – osserva Pino – va letto in modo attento e ha diverse spiegazioni. Sicuramente c’è una forte voglia di partecipazione in vista del congresso, ma l’aumento delle adesioni non è iniziato pochi giorni fa: già la campagna referendaria di fine anno e i comitati per il Sì avevano spinto nuove persone ad avvicinarsi al partito. Ci sono poi alcuni vecchi iscritti che negli anni si erano un po’ allontanati dall’attività politica e che di recente hanno sentito il bisogno e la voglia di partecipare di nuovo e, infine, registriamo la presenza di giovani che si sono iscritti come reazione al clima preoccupante che si respira in Europa e nel mondo, tra estremismi e populismi dilaganti. Davanti a questo scenario cupo – afferma Pino – il Pd, nonostante le difficoltà, rimane l’alternativa più credibile e strutturata per il futuro del Paese. Dobbiamo rilanciare i valori fondativi del 2007, a partire dall'uguaglianza sociale, dalla solidarietà, il sostegno alle fragilità».

SOCIAL - In conclusione la segretaria provinciale ha voluto rivolgere un appello ai propri iscritti, forse con riferimento al senatore Francesco Russo e il consigliere comunale Marco Toncelli che alla vigilia dell'assemblea avevano aspramente criticato la scelta della data che avrebbe visto assenti di certo i parlamentari Pd e i più cattolici impegnati nei riti delle "ceneri": «Io seguo poco i social, ma ho notato ultimamente una grande differenza tra noi e i nostri avversari che scrivono uniti contro di noi, il bersaglio siamo sempre noi. Ma vedo anche quello che affermano gli iscritti e militanti che scrivono anche loro contro di noi: faccio un appello forte e mi viene dal cuore, sapete che non ho ambizioni di carriera politica, smettiamola, iniziamo a parlare tra di noi delle cose buone che vogliamo fare per il futuro».

TREU - COSOLINI - Di diversa natura gli interventi dei presenti, tra i quali i più rilevanti di certo quelli degli ex amministratori Roberto Treu e Roberto Cosolini (il primo assessore del secondo). «La lettura che è stata data da Renzi del Paese non è reale: 36 mila giovani andati via, 46% di disoccupazione giovanile, aggiungiamo la povertà delle famiglie, riforme sbagliata sulla tutela dei lavoratori industriali, tagli ai Caf (unico strumento della povera gente), poi altre politiche che non vanno verso l'equità. Questo congresso si svolge con le stesse modalità che hanno già fallito - ha dichiarato Treu -, non c'è possibilità di partecipazione ma solo di votare, un partito personalistico che non mi appartiene. Abbiamo già perso tre elezioni con una caduta verticale delle partecipazioni al voto e non c'è stato nessun dibattito. Nel gruppo dirigente della Cgil non c'è nessuno iscritto al Pd, questo è un problema. Non c'è nessun sindacalista di alcuna sigla qui dentro. Il partito fatto come adesso non mi piace, prima scegliamo il leader e poi il programma? Non si fa così».

«È vero che non c'è un sindacalista ma è solo un problema del Pd o anche perché il sindacato non rappresenta più neanche uno di quei giovani lavoratori ora disoccupati?», ha chiesto retoricamente alla sala l'ex sindaco Cosolini che ha proseguito: «La parte dei cittadini he domanda diritti ora è diversa da quelli di una volta. Io sono ancora indeciso sulla mia scelta congressuale perché temo di scegliere per affetto e/o simpatia; io non vorrei decidere tra Orlando e Renzi per quello che dicono al congresso ma quale messaggio il Pd è in grado di dare agli italiani in generale».

GRIM - A chiudere l'assemblea è stata la segretaria Fvg Antonella Grim: «Sono giornate amare per il Pd, ma sapremo superare l’amarezza con l’orgoglio di continuare a guidare il Paese, guardando ai bisogni delle persone e non dentro noi stessi. L’uscita di alcune esponenti dal nostro partito addolora, perché in questi anni avevamo provato a lavorare convintamente insieme su molti temi importanti per il Friuli Venezia Giulia. La loro scelta di lasciare il partito ci rattrista ed è una frattura dolorosa. A loro - continua - vanno i miei auguri di buon lavoro, convinta però che il Pd rimanga l’unica forza politica in grado di guidare e tenere unito il Paese. Il Pd è un partito vivo e le ragioni che hanno portato alla sua nascita nel 2007 ci sono ancora, e vanno rilanciate e valorizzate. Che il congresso, e la conferenza programmatica che faremo qui in Fvg, diventino davvero il momento del confronto sulle risposte da dare ai nostri giovani, ai precari, alle persone più fragili».

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