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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Piano del Traffico verso il "flop", M5S: «Volontà politica in vista delle elezioni»

Menis e Patuanelli: «Il 7 luglio scadranno i termini per l'attuazione: buttati via tempo e centinaia di migliaia di euro tra dirigenti, consulenti, progetti e sedute del Consiglio Comunale, perchè il sindaco in vista delle amministrative non vuole suscitare l'"ira" dei cittadini»

Trieste potrebbe diventare il set di una versione politica di "Mission Impossible" e il Tom Cruise della situazione ovviamente sarà il sindaco Cosolini. È questo in sintesi lo scenario che è emerso nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle in Consiglio Comunale, Paolo Menis e Stefano Patuanelli, in merito al Piano del Traffico approvato l'8 luglio 2013: «Non siamo qui perchè siamo contrari, anzi, avevamo votato a favore, ma ci sono delle allarmanti questioni che vanno affrontate».

«Noi - ha esordito Stefano Patuanelli - eravamo d'accordo con le rivoluzioni che avrebbe dovuto introdurre il progetto, cioè l'incremento della pedonalizzazione o le modifiche alla viabilità privata e pubblica; un piano che ovviamente prevedeva delle fasi di attuazione: sei più quella conclusiva. Un piano che per essere attuato, tra l'altro, ha bisogno di pochi soldi (ovvio, la pedonalizzazione prevede anche una pavimentazione e un arredo per le nuove zone, ma in momenti di crisi, può andare bene anche senza le modifiche estetiche). Ma la nostra grande preoccupazione è che ad oggi l'attuazione è arrivata circa al 10%».

Qual è il problema? Il consigliere pentastellato chiarisce subito che «il Piano del Traffico è obbligatorio secondo il Codice della Strada, poi per legge (e qui si fonda il nostro allarme lanciato al sindaco Cosolini e all'assessore Marchigiani) dice che "affinchè il Piano non perda la sua efficacia (legislativa) non si devono superare i due anni per l'attuazione definitiva", cioè nel nostro caso il prossimo 7 luglio 2015».

«Siamo consapevoli dei rallentamenti della fase iniziale, poi quelli sopraggiunti con Provincia e Trieste Trasporti, ma questi problemi non sono motivo di deroga normativa - previste solo per i comuni con più di 300 mila abitanti», ha spiegato Patuanelli che poi sottolinea che «siamo di fronte a una "missione impossibile", cioè quella di completare l'attuazione in soli 6 mesi».

«Credo che a questo punto ci sia dietro una volontà politica della maggioranza di non volerlo attuare - ha esordito Paolo Menis, coprogruppo grillino in Consiglio -. Il motivo? È chiaro che mettendo in atto il Piano si vanno a cambiare le abitudini dei cittadini e c'è il grosso rischio di diventare impopolari... a un anno dalle elezioni. L'atto comunque, al di là della politica, è molto grave, perchè non viene attutata una delibera del Consiglio Comunale».

«Il piano che avevamo approvato - ha ripreso la parola Patuanelli - prevedeva circa un anno e mezzo per l'attuazione e altrettanto tempo ci avrebbero impiegato i cittadini a metabolizzare i cambiamenti e magari coglierne gli aspetti positivi. Ma attuare ora le modifiche significherebbe imbattersi sotto elezioni con lo scontento dei triestini. Ma noi non ci tiriamo indietro, siamo pronti anche a perdere voti, e speriamo che venga attuato il più possibile di quel Piano. Già otto mesi e sei mesi fa abbiamo sottoposto alla Commissione queste problematiche: ricordiamo che si parla di centinaia di migliaia di euro tra consulenze, dirigenti, progetti e Consigli, che a questo punto rischiano inevitabilmente di rientrare nella categoria dello "spreco di denaro pubblico". Forse siamo ancora in tempo per correre ai ripari, magari con una nuova delibera che confermi il Piano e lo rinnovi per altri due anni...».

Infine, Paolo Menis ha voluto sottolineare come negli ultimi anni il Comune, in seguito alle scelte della Giunta, abbia perso sempre più la «regia dei parcheggi a pagamento della città, un fattore che non doveva essere sottovalutato sul lungo termine perchè infatti ora ci si trova ad avere in città tre soggetti differenti, con regole diverse (mentre le tariffe invece sono imposte). Parliamo di un quasi dimezzamento degli stalli gestiti dal Comune di Trieste, tramite Amt/Esatto (da 867 nel 2011 a 467 in proiezione 2015), che ha comportato la diminuzione degli introiti per le casse comunali (da circa 3 milioni nel 2011 a circa 2,2 nel 2014)».

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