Sabato, 25 Settembre 2021
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Politiche Sociali: Serracchiani, utile Rete Antiviolenza Donne Fvg

Lo scorso anno la Regione era intervenuta con 850 mila euro per contrastare la violenza sulle donne Sono aumentate in media dell'11 per cento le donne che si rivolgono in Friuli Venezia Giulia ai centri antiviolenza, con punte che toccano il 20...

Lo scorso anno la Regione era intervenuta con 850 mila euro per contrastare la violenza sulle donne

Sono aumentate in media dell'11 per cento le donne che si rivolgono in Friuli Venezia Giulia ai centri antiviolenza, con punte che toccano il 20 per cento a Trieste e Gorizia. Lo hanno confermato alla presidente della Regione Debora Serracchiani, ieri a Trieste, la presidente e la vicepresidente del Gruppo Operatrici Antiviolenza e Progetti (GOAP), Tatjana Tomcic e Imma Tromba.

Anche in rappresentanza delle loro colleghe degli altri centri attivi in Friuli Venezia Giulia, Tomcic e Tromba hanno affrontato con la presidente il problema del mantenimento, a livelli adeguati, di un servizio che in Friuli Venezia Giulia è stato di riferimento, nel 2012, per quasi un migliaio di donne (in tutto 989, contro le 893 accolte nel 2011, con un incremento a Trieste del 21,15 per cento ed a Gorizia del 22,9 per cento, mentre a Udine l'aumento è stato del 9,13 cento ed a Ronchi del 4,23 per cento; Pordenone ha registrato invece un calo dell'8,21 per cento).

Debora Serracchiani ha confermato tutto il supporto possibile al buon funzionamento dei Centri, pur ricordando il difficile momento congiunturale, che vede una riduzione del potenziale finanziario della Regione. Lo scorso anno la Regione era intervenuta con 850 mila euro, in forza della legge regionale 17/2000, «una delle prime in Italia a nascere per contrastare la violenza sulle donne ed usata come esempio da altre Regioni oltre che ancora assolutamente valida» ha rilevato la presidente del GOAP, Tomcic.

La vicepresidente Tromba, parlando anche a nome delle colleghe degli altri Centri (oltre al GOAP di Trieste, sono attivi a Pordenone "Voce donna", a Gorizia "SOS Rosa", a Ronchi dei Legionari "Da donna a donna" e a Udine "Io tu noi donne insieme"), ha confermato invece la necessità di «intervenire sul regolamento della legge, in modo da adeguare la distribuzione delle risorse alle attuali necessità di intervento e della mappatura dei servizi erogati».

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