Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Polo intermodale di Ronchi, Dal Zovo (M5s): «Opera non necessaria che cementifica territorio»

La consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Ilaria Dal Zovo, sul nuovo Polo intermodale di Ronchi dei Legionari

«Abbiamo appreso dai media che a inizio anno cominceranno i lavori per il Polo intermodale di Ronchi dei Legionari, opera che continuiamo a ritenere non necessaria e che cementificherà e impermeabilizzerà il nostro territorio». A dichiararlo è la consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo.

«Avremmo delle domande da porre alla presidente della Regione Serracchiani e agli amministratori locali di quei territori: come si possono spendere 18 milioni di soldi pubblici senza sapere se li avremo spesi per qualcosa, con la sola speranza che le cose vadano bene? Come si può imporre quest'opera senza che si abbia la certezza che verrà utilizzata e che le rotte dello scalo aumenteranno? Come si possono spendere 60 milioni di euro di investimenti tra Polo e piano industriale, a fronte dei circa 600 spesi da Save? Non era meglio trovare preventivamente un accordo con i partner vicini o lontani e decidere assieme a loro, quali siano gli investimenti da fare?»

«Senza Polo non possiamo avere le rotte. Senza rotte non aumentiamo il numero di passeggeri e senza passeggeri non abbiamo collegamenti ferroviari o su gomma, per altri lidi: è un cane che si morde la coda e a pagare sono sempre i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Sarebbe stato decisamente meglio avere un'idea precisa sul futuro di quest'area e soprattutto conoscere quali saranno gli utilizzi che potrebbe avere lo scalo. A meno che - come sempre - non sia già tutto pianificato nelle segrete stanze e che, ultimato il Polo, non arrivi il nuovo acquirente che troverà già tutto pronto».

«Alta velocità, Alta capacità, Polo intermodale, Terza corsia e chi più ne ha, più ne metta. Se questo è il futuro che voi, immaginate per quest'area del Friuli Venezia Giulia, noi non ci
stiamo. Le cose si fanno con la testa e con un'idea di futuro, non solo per non perdere i fondi europei. Siamo proprio curiosi di vedere - conclude Dal Zovo - se questa, sarà l'ennesima cattedrale nel deserto. L'ennesimo investimento spot non collegato a una idea di sviluppo e di pianificazione».

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