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Porto Franco internazionale, Trieste Libera: «Notificata diffida penale a dirigenti PD»

Lo rende noto in un comunicato Il Movimento Trieste Libera: «Ci opponiamo alla sdemanialiazzazione del Porto, inviata diffida penale e civile ai firmatari ed al Commissario del Governo che esercita a Trieste i poteri legislativi ed amministrativi affidati al Governo italiano dal Memorandum di Londra del 1954»

«Giovedì 9 luglio, a Trieste il sindaco Roberto Cosolini, la presidente regionale Debora Serracchiani, il direttore del Demanio italiano Roberto Reggi, tutti del Pd, ed il Commissario dell'Autorità Portuale imposto dal Pd in febbraio, Zeno D'Agostino, firmeranno un accordo per dichiarare sdemanializzato il Porto Franco Nord del Porto Franco internazionale di Trieste e consegnarlo al Comune perché ne declassi aree, edifici e strutture dall'uso portuale all'uso urbano e le venda sul mercato immobiliare prima possibile».

Lo rende noto in un comunicato Il Movimento Trieste Libera.

«Il Movimento Trieste Libera - continua la nota - , che si oppone a tali operazioni, ha notificato perciò oggi, 8 luglio, una durissima diffida penale e civile ai firmatari ed al Commissario del Governo che esercita a Trieste i poteri legislativi ed amministrativi affidati al Governo italiano dal Memorandum di Londra del 1954 in esecuzione del Trattato di Pace di Parigi del 1947. La diffida, che si richiama anche ad atti precedenti e procedure in corso a livello italiano, europeo ed internazionale, afferma che la conseguente eliminazione del Porto Franco Nord è illecita per diritto internazionale e diritto italiano».

«La diffida contesta - concludono -  perciò ai politici e funzionari italiani responsabili «ipotesi di reati organizzati e continuati commessi con abuso d'ufficio, falso ideologico in atti pubblici, abuso della credulità popolare, frode, turbativa di gare di concessione, associazione per delinquere, violazione dell'art. 1 della Legge n. 17/1982 e con rilevanti interrogativi anticorruzione ed antimafia, allo scopo di distrarre a profitto di terzi un grande complesso produttivo internazionale di beni pubblici indisponibili del valore immobiliare circa 1,5 miliardi di euro, con danno enormemente maggiore per la conseguente sottrazione permanente di traffici marittimi, di lavorazioni produttive e di lavoro»».

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