Venerdì, 24 Settembre 2021
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Porto: «Conflitto tra Presidente e pd sta Affossando la Città»

Paolo Menis e Stefano Patuanelli (M5S): «È solo una lotta di potere fra opposte fazioni politiche che hanno fallito» 3.5.2014 | 13.15 - «Il disegno di legge, fermo al Senato, sulla riforma della Autorità Portuali, la necessità di una AP unica...

Paolo Menis e Stefano Patuanelli (M5S): «È solo una lotta di potere fra opposte fazioni politiche che hanno fallito»

3.5.2014 | 13.15 - «Il disegno di legge, fermo al Senato, sulla riforma della Autorità Portuali, la necessità di una AP unica per la nostra regione, il confronto con le Ferrovie dello Stato sulla semplificazione delle manovre nel Porto di Trieste, il maggior sfruttamento dei punti franchi, l'approvazione della variante del piano regolatore portuale, la gara per l'affidamento dei lavori del primo lotto della piattaforma logistica, le strategie per il futuro del punto franco nord. Questi sono gli argomenti di cui discutere e i problemi ai quali trovare una soluzione. Notiamo invece che l'unico ragionamento su cui si concentra il dibattito sul porto di Trieste è il conflitto tra la presidente dell'Autorità Portuale e il Pd. È chiaro che si tratta solo una lotta di potere fra destra e sinistra, fra opposte fazioni politiche che hanno affossato la città, alle quali interessa esclusivamente mettere le mani sulla prossima nomina del presidente».

Paolo Menis e Stefano Patuanelli, consiglieri comunali di Trieste dicono "basta" al conflitto politico tra la presidente del Comitato Portuale Marina Monassi e il sindaco e la presidente della provincia di Trieste, Roberto Cosolini e Maria Teresa Bassa Poropat, e la governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani. «Questa classe dirigente, di destra e di sinistra, ha fallito, abbia il coraggio di andare a casa o almeno di concentrarsi sui temi veri che interessano i cittadini. Monassi non può trincerarsi sempre dietro i buoni risultati dei traffici perché i dati sono condizionati dal business delle navi petroliere, dall'altra parte fanno sorridere le lezioni etiche del Pd, lo stesso partito che rimpiange Boniciolli, il "tecnico" che ha causato i danni relativi all'entrata e all'uscita di scena di Portocittà, e altri tre anni immobilismo per il porto vecchio».

«Noi riteniamo che bisogna garantire una rapida approvazione del nuovo piano del Porto di Trieste e iniziare subito le opere di infrastrutturazione previste; che sia necessario rideterminare le aree del Porto Vecchio soggette a regime di punto franco rivedendo al contempo il sistema di gestione dei controlli doganali ai valichi, in modo da riportare l'impresa a vivere quell'area; che sia necessario procedere, sempre in relazione al Porto Vecchio, innanzitutto pretendendo trasparenza sul sistema delle concessioni, indipendentemente che si tratti di concessione unica o di "spezzatino". Riteniamo infine che gli enti locali coinvolti, a partire dalla Regione, debbano far comprendere al Governo la necessità di accelerare la revisione della L. 84/1994. E questo non perché la Monassi ha un brutto carattere, ma perché è necessario che le AP diventino enti con autonomia finanziaria e che si riveda la composizione del Comitato Portuale, oggi composto da membri in totale conflitto di interessi con l'AP».

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