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Allarme Cason-Panteca: «Con la Finanziaria 2017 rischio gravi danni economici per il Porto di Trieste»

Mozione urgente dei due consiglieri comunali della Lista Dipiazza: «I regimi speciali del Porto Franco di Trieste, considerata la vicinanza con la Slovenia, non si toccano!»

«L'attuale collegato fiscale alla Finanziaria 2017, per intenderci il decreto legge sulla chiusura Equitalia e rottamazione cartelle, nasconde una disposizione molto pericolosa per il Porto di Trieste. Questa disposizione prevede che gli importatori, dal 1 aprile 2017, debbano versare immediatamente l'Iva all'atto dell'estrazione delle merci dai depositi doganali Iva». 

Lo rivelano i consiglieri comunali Roberto Cason (primo firmatario) e Francesco Panteca (Lista Dipiazza), con i quali ha collaborato Confetra Fvg (Confederazione generale italiana dei Trasporti e della Logistica): «A Trieste attualmente sono attivi 15 depositi Iva su 24 depositi doganali totali e, annualmente, vengono effettuate 10.000 operazioni in depositi Iva (con bolletta a zero cod. 45) su 168.000 importazioni totali, per un totale imponibile di operazioni in deposito Iva di 329.772.000 euro (con Iva al 22% pari a 72.549.697 euro) su totale complessivo imponibile Iva di import pari a 3.871.542.819 euro (dato anno 2015). Di fatto le operazioni in deposito Iva a Trieste rappresentano oltre il 5% del totale importazioni».

«Se il decreto dovesse essere convertito in legge dal Senato nei prossimi giorni, così comè è, gli importatori di merci extraUE operanti nel porto di Trieste potrebbero deviare i propri traffici in altri porti in cui tale restrizione non esiste, con conseguenti danni economici e sul fronte occupazione per la città - avvertono i due consiglieri -. Per questo motivo abbiamo presentato assieme ad altre forze politiche di maggioranza una mozione urgente in Consiglio Comunale: i regimi speciali del Porto Franco di Trieste, considerata la vicinanza con la Slovenia, non si toccano!».

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