Martedì, 23 Luglio 2024
Politica

Porto, Russo: «D'Agostino abbatterà immobilismo. Lodi a Monassi barzelletta che non fa ridere»

È quanto afferma Francesco Russo, senatore triestino del Partito Democratico: «Sottolineo che Trieste ha un vertice dell'Authority che ha coraggio di prendere posizione contro l'assurdo progetto di Porto Offshore di Venezia»

«Vedere un pezzo della destra triestina (Forza Italia e Lega) sempre in prima fila a negare l'evidenza provando a fare polemica su qualunque argomento  - e in particolare sul Porto -  in maniera del tutto acritica e strumentalizzando le dichiarazioni altrui è la rappresentazione plastica di un vuoto di idee, di proposte, di azioni concrete e di chiusura mentale che non fa onore né a loro né ai triestini che vorrebbero rappresentare». È quanto afferma in una nota Francesco Russo, senatore triestino del Partito Democratico.

«Lascio volentieri Savino e Roberti  - continua Russo - a ragionare tra di loro su presunti voltafaccia del Pd: forse tra le righe si sono persi la parte delle dichiarazioni del Ministro Lupi in cui sottolineava come D’Agostino, pur nominato temporaneamente commissario, subentrerà a se stesso in qualità di Presidente non appena varata la riforma sulla portualità.

Per quanto mi riguarda preferisco, invece, (smentendo facilmente le loro dichiarazioni) rilevare con soddisfazione e che - nonostante quanto affermato da altri - le prime dichiarazioni del nuovo commissario dell’APT siano in completa discontinuità rispetto alla gestione precedente per almeno due ragioni».

«Innanzitutto - sottolinea il senatore -  a fronte di un isolazionismo e di una generale indisponibilità da parte della gestione Monassi a qualunque forma di confronto soprattutto con le istituzioni ed i rappresentanti del territorio, Zeno D’Agostino ha manifestato una piena Senatore Russoe reale apertura accompagnata da una volontà di dialogo con tutte le istituzioni: già questa da sola è una rivoluzione copernicana.

Inoltre e lo sottolineo con estremo piacere, finalmente Trieste ha un vertice dell’Authority che ha il coraggio di prendere posizione in maniera netta contro l’assurdo progetto di Porto Offshore che Venezia sta testardamente e assurdamente portando avanti a danno di tutta la portualità nord adriatica e a cui la presidente Monassi aveva opposto solo un fragoroso silenzio»

«Ma la discontinuità - spiega l'esponente del PD - apparirà soprattutto dalla capacità che il nuovo Commissario Zeno D’Agostino avrà nel riuscire a portare a casa quei risultati che Marina Monassi per incapacità o per mancata volontà non è riuscita a raggiungere nei suoi anni di Presidenza: penso al Piano Regolatore del Porto, alla Piattaforma Logistica, al superamento della doppia manovra di scambio e alla grande partita legata a Porto Vecchio.

Mi riferisco in particolare al Piano Regolatore del Porto, per lungo tempo congelato e chiuso inspiegabilmente in un cassetto di una scrivania dell’Autorità Portuale tutt’ora in attesa di essere approvato e penso, inoltre, alla Piattaforma Logistica annunciata pomposamente anni fa ma che ad oggi ha vista posata solamente la prima pietra».

«Sembrano - rifeirsce Russo - , perciò, quasi una barzelletta che non fa ridere, le poche voci fuori dal coro che in questi giorni hanno lodato l’operato di Marina Monassi: sappiano i colleghi della destra che i triestini conoscono bene nomi e cognomi di chi dentro e fuori l'AP ha tenuto nell'immobilismo lo scalo triestino e le potenzialità economiche che potevano scaturirne e non basta certo l'onore 20dic2014.conferenzastampaporto_contestazioneTLT16delle armi tributato dal ministro Lupi per logiche di amicizia di partito.

Sono logiche forse comprensibili a Roma, ma credo ci si debba evitare il panegirico di chi in questi anni ha condannato il porto di Trieste al piccolo cabotaggio e alla marginalità nazionale e internazionale».

«È noto che dati di crescita - conclude Russo - dei traffici (peraltro purtroppo non così clamorosi come decantato) si devono solo e soltanto agli operatori che hanno operato in condizioni difficilissime. E va detto che a un porto cui gli esperti assegnano potenzialità da oltre un milione di teu non possono bastare le decine di migliaia sbandierate come successo dalla gestione uscente. 

Proprio dalla capacità di riuscire dove prima di lui hanno fallito parte il lavoro del nuovo Commissario: insieme alla grande partita di Porto Vecchio operare in discontinuità per riportare lo scalo triestino al ruolo che si merita».

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