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Porto off-shore Venezia, Riccardi (Fi): «Se va avanti possiamo dire addio a prospettiva strategica del FVG»

Riccardo Riccardi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale: «è evidente la volontà di alimentare piccoli interessi in Veneto, penalizzando Trieste»

«Se l'off-shore di Venezia va avanti, possiamo dire addio alla prospettiva strategica del Friuli Venezia Giulia, buttando nel cestino lo sforzo per aver conquistato il riconoscimento del corridoio Adriatico Baltico da parte dell'Ue».

Riccardo Riccardi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, commenta così la richiesta del ministro Graziano Delrio al Cipe nella quale chiede di finanziare con 150 milioni l'avvio del primo bando del VOOPS (Venice Off-shore On-shore Porto System).

«Con la realizzazione del progetto del presidente dell'Authority Paolo Costa, il FVG diventerà un'area che non avrà il presupposto per una maggiore capacità di attrazione per nuovi insediamenti produttivi. L'Alto Adriatico ha un senso se trova il suo baricentro a Trieste, per poi essere collegato a Capodistria e Venezia (e oltre). Solamente attraverso un progetto condiviso e unitario - spiega il capogruppo azzurro - potremmo essere in grado di competere con i grandi scali del nord Europa, che tutt'ora vengono scelti dagli operatori nonostante richiedano 5 giorni di navigazione in più rispetto alla rotta del canale di Suez».

«Attraverso la scelta del ministro è evidente la volontà di alimentare piccoli interessi in Veneto, penalizzando Trieste e tutto il sistema dell'alto Adriatico. Mi chiedo se Debora Serracchiani, che è vicepresidente del Pd e alla quale ricordo anche l'incarico che lei ritiene secondario di presidente della Regione FVG, intenda intervenire oppure preferisca restare a guardare per ordini di partito», conclude Riccardi.

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