Porto Trieste, Battista (Aut): «Quali le reali prospettive per il Porto Vecchio?»

Il senatore Lorenzo Battista sulla situazione e le future prospettive per il Porto Vecchio di Trieste

«Il fattore dirompente per la restituzione alla città dei sessanta ettari del Porto Vecchio di Trieste era ed è rappresentato dai canoni di urbanizzazione: strade, fogne, illuminazione pubblica, rete di distribuzione energia elettrica e gas».

Lo sottolinea il senatore Lorenzo Battista, auspicando che nel corso della Tavola Rotonda organizzata da Confindustria Venezia Giulia (domani, venerdì 13) venga finalmente fatta chiarezza su questo problema, che rappresenta anche un costo difficilmente quantificabile ma sicuramente molto cospicuo.

«Con la legge di stabilità votata a dicembre del 2014 - ricorda Lorenzo Battista – il senatore Francesco Russo riuscì a far inserire nel maxi emendamento del Governo la sua proposta di sdemanializzazione per il Porto Vecchio». Ecco cosa comporta: Il Comune di Trieste aliena, nel rispetto della legislazione nazionale ed europea in materia, le aree e gli immobili sdemanializzati e i relativi introiti sono trasferiti all’Autorità portuale di Trieste per gli interventi di infrastrutturazione del Porto nuovo e delle nuove aree destinate al regime internazionale di punto franco.

«E qui rilevo un punto di possibile contraddizione perché con gli introiti di un’area si finanzia un’altra lasciando a un eventuale nuovo insediamento privato il compito di pagare gli oneri di urbanizzazione. La soluzione migliore sarebbe stata – afferma il Senatore Battista – un Decreto per Trieste: vuoi perché ciò rappresentava un forte impegno del Governo per dimostrare di poter sostenere un importante progetto di riconversione, vuoi perché avrebbe permesso un minimo di dibattito e correzioni da parte del Parlamento».

Entrando poi nel merito del progetto, il Senatore Lorenzo Battista si domanda cosa si voglia  in Porto Vecchio. «Varie sono le ipotesi che si accumulano una sull’altra (scienza, istruzione, musei, turismo, edilizia abitativa?) – sottolinea - senza una linearità comune di intenti con il rischio di avere di fronte lo “spezzatino” proposto dall’allora Presidente dell’Autorità Portuale Monassi e tanto inviso al centro sinistra. Ancora non vedo una proposta forte e concreta – afferma Lorenzo Battista - capace di iniziare un solido progetto di rilancio. Sono gli oneri di urbanizzazione a spaventare, i vincoli della Soprintendenza che limitano la possibilità a qualsiasi imprenditore di investire o manca ancora un obiettivo raggiungibile?»

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«E il Comune che fa? - si chiede il Senatore Battista - Mi fa arrivare via email una mozione che chiede una norma che garantisca al Comune, neo proprietario dell’area di Porto Vecchio, una quota, pari almeno al 15% degli introiti di future concessioni, alienazione per la gestione degli immobili (copertura assicurativa, manutenzione ordinaria e straordinaria). Ora va tutto bene, però possiamo ammettere che forse qualcosa non sta andando come previsto o è chieder troppo?”
 

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