Porto Vecchio, Polidori (Ln): «Guai a rinunciare alle immense opportunità di un Porto Franco»

Paolo Polidori, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Trieste, sulle opportunità del Porto Vecchio

Il capogruppo della Lega Nord in Comune a Trieste, Paolo Polidori, su Porto Vecchio: «Cominciamo dalle note negative: è sconcertante come il discorso di Federico Pacorini, in occasione del Forum sul Porto Vecchio di Trieste, si sia incentrato su una sfacciata impronta di natura politica, con l'evidente intento di accomunare il fallimento di progetti quali Polis, Trieste Futura e quant'altro, con la complice difesa di strumenti secondo lui sbagliati, quali l'utilizzo dei punti franchi».

«Tale premeditato e fuorviante esercizio, non aveva altro scopo, forse, se non quello di confondere i più sprovveduti, mischiando cause ed effetti con presupposti sbagliati; ciò fino al punto di contraddire una parte del discorso di Razeto, presidente dell'Assindustria della Venezia Giulia, che invece ha difeso la straordinaria opportunità di applicare il decreto attuativo per il funzionamento del Porto Franco, in base ai dettami del Trattato di Pace del '47».

«Pur condividendo le accuse di resistenza lobbistica denunciate e ricordate da Pacorini, che senz'altro hanno portato danni sulla strada dello sviluppo della città, stride troppo il suo fuorviante giudizio sommario sul falso ed inopportuno accostamento gruppi di potere/Porto Franco. Ad oggi c'è la possibilità di contemperare le opportunità conseguenti la sdemanializzazione (ammessa e non concessa la sua liceità), che hanno aperto la strada alla via dello sviluppo turistico del Porto Vecchio, con le sempre attuali, imprescindibili e straordinarie prerogative dello sviluppo portuale in senso lato, cioè economico, finanziario ed industriale dettate dall'Allegato VIII del Trattato di Pace».

«Guai ad abiurare le immense opportunità conseguenti la creazione di un Porto Franco, detassato e defiscalizzato secondo prerogative assicurate da un trattato internazionale, intangibile e di rango giuridico insuperabile! Persino anche la Serracchiani a sorpresa ha esaltato la peculiarità del porto di Trieste, era ora! Si attenda quindi l'attuazione del decreto attuativo, così come previsto dal Trattato stesso, e si cominci a creare una profonda sinergia tra Comune di Trieste e Port Authority, in una seppur situazione di ibrido giuridico, che dia finalmente la svolta, oltre le lobby ed oltre le strumentalizzazioni politiche, al reale futuro di Trieste».

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