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Porto Vecchio, Roberti (Lega): «Pd sta portando avanti svendita del patrimonio comune»

Duro attacco del candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti a seguito delle dichiarazioni del ministro Franceschini sul vecchio scalo triestino: «Su Porto Vecchio il Pd sta portando avanti il proprio piano di svendita del patrimonio comune»

«Su Porto Vecchio il Pd sta portando avanti il proprio piano di svendita del patrimonio comune».

Duro attacco del candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti a seguito delle dichiarazioni del ministro Franceschini sul vecchio scalo triestino.

«Le barzellette - continua la nota - a cui ci ha quotidianamente abituati il Governo non solo non fanno ridere, ma sollevano molti interrogativi su quale disegno si celi dietro ai continui cambi di rotta che caratterizzano la gestione della partita su Porto Vecchio».

«La contrarietà -. sottolinea Roberti -  manifestata dal Partito Democratico alla proposta della Lega Nord di destinare l'area a servizi portuali e retroportuali, magari eliminando qualche vincolo e abbattendo alcuni magazzini, fa infatti a pugni con le odierne dichiarazioni del ministro Franceschini, secondo cui Porto Vecchio sarebbe il sito perfetto per creare un hub crocieristico. Un'uscita, quella del Pd romano, che ha il sapore di una boutade pre-elettorale, visto che i grandi problemi legati alle infrastrutture risultano a oggi irrisolti e che i turisti, allo stato attuale, si troverebbero di fronte a uno spettacolo indecente». roberti felpa elezioni 2016-2

«Permane - continua -  inoltre la questione di carattere politico: se Porto Vecchio era, a dire del Pd, inadatto a ospitare attività portuali, com'è possibile che sia improvvisamente diventato idoneo, alla faccia dei dibattiti sui fondali e sui magazzini, ad accogliere le navi bianche?"

«Franceschini - spiega Roberti - , Serracchiani e il sindaco uscente dovrebbero inoltre spiegare ai triestini la ragione per la quale si è resa necessaria la sdemanializzazione dell'area: la verità -affonda Roberti- è che il polo crocieristico poteva comodamente essere realizzato senza trasferire le proprietà dall'Autorità Portuale al Comune, e che tale operazione è stata compiuta per favorire interessi specifici che, prima o poi, verranno certamente a galla».

«Porto Vecchio - conclude -  è patrimonio dei triestini -conclude Roberti- e non di qualche lobby politica o parapolitica: dovere degli amministratori dovrebbe dunque essere quello di tutelare l'area e non svenderla al primo speculatore di passaggio».

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