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Possibile: «La Ferriera merita serietà, non le sceneggiate di Dipiazza»

Lo rileva in una nota il Comitato Articolo 3 - Possibile

«La “Ferriera” sta diventando un campo di scontro  tra opposte tifoserie, dove la teatralità del Sindaco sta occupando lo spazio della Politica. Una logica che non agevola la ricerca di un'equa soluzione tra gli interessi in campo». 

Lo rileva in una nota il Comitato Articolo 3 - Possibile.

«Il destino della “Ferriera” - continua la nota -  è al centro della vita politica cittadina da oltre un ventennio e, nonostante le promesse politiche e industriali, non ha mai trovato una soluzione idonea a dare risposta né ai dipendenti, preoccupati per il proprio destino lavorativo, né alla cittadinanza, allarmata dalla salubrità dell'ambiente, mettendo così in contrapposizione due diritti fondamentali come quello al lavoro e quello alla salute».

«Non possiamo dimenticare - sottolineano -  che sulla Ferriera di Servola e sulla pesante situazione sotto l'aspetto della tutela della salute e dell'ambiente si sono giocate le ultime quattro campagne elettorali per il Comune. Il centrosinistra ha vinto le elezioni comunali del 2011, facendo dell'impegno per la riconversione produttiva dell'area a caldo uno dei punti salienti del programma amministrativo. Dopo un decennio di prese in giro da parte di Dipiazza (che sembrano replicarsi in questi giorni), la cittadinanza credette al centrosinistra, ma la Giunta Cosolini decise di rinnegare la sua promessa elettorale: la ricerca di nuovi soggetti imprenditoriali interessati a promuovere un nuovo sviluppo economico dell'area, ha in realtà coinciso con la scelta di dare continuità produttiva all'area a caldo».

«“Possibile” - ancora - continua a non ritenere compatibile l'area a caldo con un nuovo sviluppo industriale per una città in forte crisi occupazionale, nonostante la nuova Aia. Nel gioco delle parti tra sindaco e imprenditore, in cui Dipiazza prova a coprire con uscite plateali la propria impotenza, “Possibile” evidenzia il rischio che a pagare il conto siano i dipendenti e i cittadini, come testimoniano i precedenti nazionali dell’Ilva e Piombino, con scelte a difesa degli interessi imprenditoriali a scapito di quelli sociali e ambientali».

«“Possibile”, - viene spiegato - considerato il rilevante impegno di risorse pubbliche a sostegno della bonifica dell'area, le concessioni demaniali di durata trentennale siglati dal Governo e Regione e il ruolo di commissario conferito al Presidente della Regione ritiene che il vero interlocutore nella vicenda sia la Presidenza regionale e che in quella sede vada aperto un tavolo sulla situazione occupazionale e sul rispetto dei diritti alla salute e alla tutela ambientale, come richiesto dalla cittadinanza. La Presidente Serracchiani non può fuggire a questa responsabilità».

«Al tavolo - conclude la nota -  devono sedere, nel rispetto delle rispettive competenze, tutti i soggetti interessati, per un confronto trasparente che spazzi via le strumentalizzazioni politiche ed economiche che da sempre condizionano le scelte sul tema Ferriera. Il tavolo deve servire a definire con l'imprenditore le condizioni e i tempi per una chiusura progressiva dell'area a caldo, a compimento del necessario periodo di transizione per la messa a regime delle nuove attività».

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