Primarie Pd, Russo: «Non cerco poltrone, io un lavoro già ce l'ho»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Durante la prima settimana di campagna sono stato attaccato sulla mia proposta di città metropolitana: in molti, anche nel mio Partito, hanno dichiarato che non serviva a nulla. Poi, evidentemente si devono essere accorti che i cittadini la pensano in maniera diversa.

Per questo hanno cambiato bersaglio.

Adesso sono passati all'attacco personale: sarei alla ricerca di una poltrona.

E pazienza se di solito i politici scelgono di andare da Trieste a Roma e non viceversa: nel mio caso, vale l’eccezione, perché a quanto pare il problema è che tra due anni il Senato chiude.

Innanzitutto, lo dico con orgoglio, non ho bisogno della politica per arrivare alla fine del mese. Sono in Parlamento da 3 anni e un mestiere ce l’ho: fino al 2013 ho insegnato all’Università e ho vissuto esclusivamente del mio lavoro che mi piace, mi appassiona e che, finita la parentesi politica, tornerò a fare con entusiasmo. Proprio per questo, a differenza di molti altri che di politica vivono, sono libero di dire quello che penso e di combattere per quello in cui credo. E soprattutto di dire “no” quando non sono d’accordo.

Ma trovo soprattutto interessante la tesi secondo cui se mi fossi candidato alla Camera sarei rimasto “stritolato” da Ettore Rosato.

Il Capogruppo alla Camera, nel 2018, avrà raggiunto le tre legislature in Parlamento, il numero massimo previsto dallo statuto PD. Per quale motivo dunque avrei dovuto temere che lui mi rubasse il posto? Le regole, fino a prova contraria valgono per tutti. Perfino per chi – come sottolineato – farebbe parte di qualche “cerchio magico”.

Francesco Russo

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