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Silos, Stop Immigrazione: «Pneumatici bruciati per scaldarsi, a rischio salute dei triestini»

Lo rileva in una nota Marco Prelz del gruppo Stop Immigrazione:«Confidiamo sinceramente  che il problema sia finito oggi dimostrando che, quando i cittadini sono uniti, possono far capire all'amministrazione che ogni tanto bisogna prendere in considerazione le loro lamentele senza fare polemiche inutili»

«Dopo più di un anno il gruppo Stop Immigrazione può festeggiare. Sembra che finalmente proprietà e amministrazione abbiano trovato il modo di vietare l'ingresso al Silos dei richiedenti asilo».

Lo rileva in una nota Marco Prelz del gruppo Stop Immigrazione.

«Siamo contenti - sottolinea Prelz -  anche per tutti i cittadini che hanno firmato la nostra petizione, seguita dopo la nostra prima segnalazione fatta all'assessore alla sicurezza Martini sul problema Silos, di cui si parla già da un paio d'anni. Nel 2014 i richiedenti erano circa 250: già allora il nostro allarmismo era grande perché i flussi d'arrivo nel mari della Sicilia erano tali da farci pensare, che sicuramente da li a breve i numeri a Trieste sarebbero cresciuti. Nulla di più vero: infatti dopo un anno eravamo arrivati a quasi 1000 unità ospitati in città. Lo stesso assessore Torrenti aveva dichiarato alla stama locale che Trieste al massimo ne avrebbe accolti non più di 500». 

«È stata - continua la nota -  una dura lotta ma siamo contenti per tutti i cittadini che hanno creduto sin dal principio in noi ed al nostro progetto, firmando la petizione ai banchetti di Largo Barriera. Parlando con i cittadini sono emersi  tre grandi problemi a questo proposito: il primo chiudere una bidonville in centro città (Silos), il grandissimo problema sicurezza della strututa. Terza questione è che i profughi all'interno del Silos per scaldarsi usavano bruciare pneumatici e traversine, causando ogni giorno una grande nube nera sicuramente nociva per tutti».

«Confidiamo sinceramente  che il problema sia finito oggi - conclude Prelz -  dimostrando che, quando i cittadini sono uniti, possono far capire all'amministrazione che ogni tanto bisogna prendere in considerazione le loro lamentele senza fare polemiche inutili, ma collaborando tutti assieme per l'obbiettivo».

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