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Pronto Soccorso, l'ex direttore: «Da Regione dati fuorvianti e soluzioni controproducenti»

Zalukar: «L'accorpamento con medicina d'urgenza incepperà anche quest'ultima. E forse le funzioni vitali di qualche malato»

Walter Zalukar, ex direttore del Pronto soccorso di Cattinara, dopo aver rassegnato le dimissioni nell'autunno del 2016, rilascia alcune dichiarazioni relative allo stato attuale della sanità a Trieste: «Nel comunicato della Regione circa le criticità del Pronto Soccorso di Trieste si afferma che  “nel raffrontare l'organizzazione dei Pronto Soccorso, oggi è stato comunque rilevato che Udine e Pordenone hanno performance migliori rispetto a Trieste e a supporto di questa tesi si evidenzia che “il Pronto soccorso dell'ospedale di Cattinara, a Trieste per numero di accessi  è sovrapponibile al Pronto soccorso dell'Ospedale di Pordenone ed inferiore a quello dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine». 

Tali dati, secondo Zalukar, «sono fuorvianti in quanto  il Pronto soccorso di Trieste è una struttura unica che si articola su due sedi, e il personale, unico, ruota su ambedue, allora sembrerebbe utile e corretto confrontare l’intero pronto soccorso di Trieste con quello intero di Udine e con quello intero di Pordenone, ed ecco i risultati:  nel 2016 il numero di accessi al Pronto Soccorso di Trieste è stato pari a 74.500, contro i 49.600 di Pordenone (sovrapponibile?) e i 57.600 di Udine (inferiore?).  Una svista clamorosa o il tentativo di confondere le acque?  Comunque assai grave che in un tanto autorevole consesso, in pratica l’”intellighenzia” che governa la sanità regionale, si trattino così i dati».

Severe critiche anche alle soluzioni organizzative proposte: «A dir poco improbabili: adottare nuovi protocolli di triage? Ma quelli in uso sono recentissimi, introdotti un paio d’anni fa, ed eguali in tutti i Ps della regione, avendo il medesimo sistema informativo Insiel.  Adottare percorsi brevi? A Trieste i percorsi brevi sono operativi da anni per varie specialità: odontostomatologia, oculistica, Orl, ortopedia, urologia, ecc.  Accettazione diretta nei reparti? Già fatto, esperienza in parte negativa, comunque non risolve i problemi.

«Il problema vero - continua l'ex direttore - è che a oltre  8 mesi dall’unificazione delle aziende ospedaliera e territoriale in un’azienda unica, mastodontica, questa semplicemente non ingrana, anzi si è inceppata, forse perché troppo grande e complessa per funzionare bene, o forse per inadeguatezza di governo, o forse per entrambe; certo è che il numero di malati in Ps è aumentato di 5000 rispetto all’anno prima, certo è che i malati che non trovano posto letto nel reparto di competenza sono più che raddoppiati, certo è che i tempi di attesa dei malati in triage in alcune giornate sono più che triplicati».

«Ci avevano raccontato - conclude Zalukar - che grazie all’unificazione delle aziende finalmente vi sarebbe stata integrazione tra medicina ospedaliera e territoriale con grande beneficio per il malato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti  e sono sotto forma non di annunci o slogan, ma numeri: più ore di attesa, più accessi in ospedale, più  malati fuori reparto eccetera. Ma per l’assessore Telesca  sembra la crisi del Ps a  Trieste derivi in gran parte dal fatto che la Medicina d’Urgenza non è fusa con Il Pronto Soccorso, e così, seppure con dimensioni minori, si ripeterà l’errore della fusione aziendale, ed anche la Medicina d’Urgenza si incepperà, e in carenza trattamenti adeguati si incepperanno anche le funzioni vitali di qualche malato».

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