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Provincia su Professioni Emergenti: " Mancano Operatori Turistici, Panettieri, Pasticceri, Ingegneri Clinici, Laureati in Scienze Statistiche Ecc.."

Importante workshop in Provincia a Trieste ieri pomeriggio, dove si è discusso, nell'incontro sul sistema welfare to work per le politiche di reimpiego, di giovani professioni emergenti.Nella premessa, a cura dell'Assessore Adele Pino e del Vice...

Importante workshop in Provincia a Trieste ieri pomeriggio, dove si è discusso, nell'incontro sul sistema welfare to work per le politiche di reimpiego, di giovani professioni emergenti.
Nella premessa, a cura dell'Assessore Adele Pino e del Vice Presidente Igor Dolenc, è stata spiegata la collaborazione degli Enti Locali Provinciali con l'Agenzia Italia Lavoro, creata dal Ministero dell'Economia, per la promozione, la progettazione, la realizzazione e la gestione di attività ed interventi finalizzati allo sviluppo dell'occupazione sull'intero territorio nazionale.
Il workshop, a cui hanno aderito numerose sigle sindacali, associazioni di categoria, ordini professionali e rappresentanti dell'imprenditoria locale, è servito per delineare una situazione attuale e una prospettiva del futuro del lavoro. Sono stati tutti d'accordo quando, parlando di crisi economica, è emerso che a Trieste ha avuto un impatto particolare, dovuto soprattutto ai problemi strutturali del territorio.
Riguardo al problema dei giovani e dell'occupazione il dibattito si è acceso, molti progetti di inserimento in azienda, risultano bloccati, o quantomeno rallentati, da problemi burocratici.
Esiste un paradosso che va affrontato, ovvero molte volte tra le candidature inviate alle aziende, non si trovano i profili richiesti e bisogna attingere a ricercare personale fuori regione.
Per risolvere questo, a detta degli industriali, basterebbe informare meglio gli studenti delle prospettive che si avranno scegliendo tra le varie proposte scolastiche e universitarie.
Confcommercio, in un recente sondaggio, ha riscontrato che chi ha un'occupazione al momento, difficilmente è inerente all'ambito di studio frequentato in passato, ma soprattutto, ai giovani non interessa che lavoro e bagaglio culturale combacino: basta avere un lavoro sicuro, con uno stipendio che permetta di vivere dignitosamente.
I profili che al momento sono richiesti sono operatori logistici, addetti al confezionamento, manutentori, panettieri, pasticceri, ascensoristi e soprattutto operatori turistici, infermieri, ingegneri clinici e laureati in discipline statistiche e attuariali.
Le aziende e e le Associazioni di Categoria bacchettano e incolpano il mondo dell'istruzione e della formazione, ai ragazzi non viene insegnato a rapportarsi con gli altri, a lavorare in gruppo e ad esprimersi in pubblico.
Questo fa in modo che un ragazzo, trovi un mondo del lavoro molto diverso da quello che gli avevano descritto a scuola, e le aspettative che si era fatto, vengono irrimediabilmente disattese.

L'ideale sarebbe, secondo gli imprenditori, che i piani di studio in futuro vengano discussi anche con chi opera nel mondo del lavoro, creare insomma, una formazione condivisa tra impresa e istituzioni.
I ragazzi, quindi, dovrebbero conoscere meglio, e quindi venir informati di più su cosa gli aspetta dopo i banchi di scuola, così facendo, magari, non si limiterebbero a trovare "un posto di lavoro" ma "il loro posto di lavoro".

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