Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Redipuglia, replica di CasaPound ad Anpi e Regione: «Unici degni di quel luogo siamo noi»

«Quei soldati non sono morti affinché oggi la patria fosse schiava dei potentati della Ue e dagli immigrati, ma affinché cento anni dopo ci fossero ancora giovani disposti a tutto per l'Italia. E quei giovani siamo noi»

«Chi ha da ridire sulla scelta del sacrario di Redipuglia come luogo in cui girare parte dello spot elettorale di CasaPound dovrebbe innanzitutto chiedersi cosa ha fatto lui, nella sua azione politica quotidiana, per onorare quei morti che ora, improvvisamente, sembrano stargli così a cuore». Lo dichiara Simone Di Stefano, candidato premier di CasaPound Italia, in merito alle dichiarazioni dell'Anpi e di Sergio Bolzonello, vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, che hanno criticato il video di Cpi.

«Le istituzioni si ricordano dei nostri caduti – continua il segretario nazionale del movimento – solo quando c'è da polemizzare con CasaPound. Lo stesso movimento che ha ripulito centinaia di monumenti ai caduti in tutta Italia, in occasione del centenario della Grande Guerra, lo stesso movimento che con libri, conferenze, incontri culturali ha tenuta viva la memoria del sacrificio dei nostri eroi, mentre tutti gli altri innalzavano monumenti al disertore o insultavano i soldati morti in battaglia dipingendoli come pupazzi ignari in mano di superiori senza scrupoli».

Per Di Stefano, «gli unici che hanno titolo per calpestare quel sacro suolo senza far rivoltare nelle proprie tombe i soldati che lì riposano sono proprio gli esponenti di CasaPound. Quei soldati non sono morti affinché oggi la patria fosse schiava dei potentati della Ue, invasa dagli immigrati, vilipesa in ogni possibile senso, materiale e spirituale, ma affinché cento anni dopo ci fossero ancora giovani disposti a tutto per l'Italia. E quei giovani siamo noi».

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