Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Referendum costituzionale, Onorevole Tassone (Nuovo Cdu) a Trieste per le ragioni del No 

Incontro sul Referendum Costituzionale promosso dal responsabile regionale Giorgio Cecco con l'onorevole Tassone segretario nazionale Cdu

Si è svolto a Trieste un incontro sul referendum e le ragioni del No, ospiti e relatori il segretario nazionale del Cdu on. Mario Tassone, il vice segretario on. Nicandro Marinacci, con l'organizzazione di Giorgio Cecco commissario regionale del partito e referente locale del Comitato Popolare per il NO, presente come relatore anche l'avv. Fulvio Vida in rappresentanza di cento avvocati triestini impegnati per il NO al suddetto referendum costituzionale.

«Quella proposta su iniziativa del Governo è una riforma pasticciata, in quanto non garantisce la sovranità popolare, crea un Senato di dopolavoristi, non semplifica nulla ed è di difficile interpretazione per il cittadino comune» – ha dichiarato Cecco. «Alcuni media in questi giorni hanno evidenziato che l’economia regionale è favorevole alla riforma intervistando i rappresentanti degli industriali, ma noi sono mesi che dialoghiamo invece con i cittadini, i piccoli imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti riscontrando un’intenzione di voto completamente diversa», ha evidenziato il responsabile regionale.

«È importante andare a votare, perché anche la differenza di un solo voto ne determina l’esito – ha evidenziato l’on. Marinacci. «In questo contesto i professionisti e gli avvocati in particolare, ultimo baluardo nella tutela dei diritti dei cittadini, devono svolgere un ruolo attivo per fornire a quanti vorranno gli strumenti conoscitivi utili a districarsi nel sempre più complesso panorama legislativo del nostro Paese, che per numero di leggi supera di ben 10 volte Francia, Inghilterra e Germania messe insieme» - ha detto l’avv. Vida, nell'esporre alcuni fra gli aspetti più controversi del nuovo testo della Costituzione, fra cui quello della disparità di rappresentanza regionale nella composizione del Senato, a danno di alcune regioni rispetto ad altre e delle minoranze, con la conseguenza che ad alcuni territori e comunità sarà di fatto impedita l’effettiva partecipazione democratica».

«Questa che il Governo si accinge a fare non è una riforma costituzionale ma una riforma che stravolge la costituzione e toglie diritti ai cittadini – così si è espresso l’on. Tassone – toglie quindi quote di libertà e favorisce le caste, il 4 dicembre si rischia la creazione di un regime nel paese con un’eventuale vittoria del Si».
 

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