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Referendum riforma sanità, Ziberna (Fi): «Consultazione necessaria, a decidere siano i cittadini»

Lo rileva in una nota Rodolfo Ziberna, consigliere regionale di Forza Italia

Appare evidente a tutti che oggi non siamo chiamati ad esprimere un parere sulla riforma sanitaria adottata da questa maggioranza di sinistra che comanda, senza governarlo, il Friuli Venezia Giulia, una regione sino a poco tempo fa dotata di una sanità che, pur con tutte le sue ombre, rappresentava un’eccellenza nel panorama non solo italiano ma anche europeo e forse mondiale. Un’eccellenza di cui dobbiamo dire grazie non solo ad una parte politica, ma a tutte le maggioranze politiche che si sono succedute negli ultimi decenni al governo regionale. Sanità che oggi è seriamente pregiudicata da una legge che gli operatori del settore ed cittadini hanno sonoramente bocciato, ricevendo offensive “spallucce” da parte della Giunta regionale, accompagnate dall’agghiacciante risposta “ne prendiamo atto ma tiriamo avanti”.  

Tradotto per chi come noi non capisce – è virale l’atteggiamento del presidente Riccardi – a questa Giunta non interessa che medici, infermieri e cittadini abbiano bocciato la riforma, perché l’importante era fare in fretta, qualunque cosa purché in fretta, e se ci avesse rimesso la salute dei cittadini ecchisseneimporta davanti alla possibilità di farsi vanto di risultati nei talk-show televisivi!

Grazie al cielo anche le recenti elezioni amministrative hanno bocciato questo modo di governare la nostra regione, che vanta invero una grande tradizione, un grande passato di buongoverno, fatto innanzi tutto di educazione, di partecipazione, di rispetto dei cittadini, nella consapevolezza che da questi scranni e da quelli della Giunta i cittadini si attendono legittimamente che si tutelino i loro interessi e non quelli dei partiti o peggio ancora delle aspettative di alcuni anziché dei diritti dei molti!

Ha davvero dell’inverosimile ciò cui stiamo assistendo. Al di là di tutto ciò che questa maggioranza si sta inventando per distrarre e depistare l’opinione pubblica, arrampicandosi in modo anche imbarazzante sugli specchi per cercare di imporre il loro NO al referendum, una posizione indifendibile che molti degli stessi consiglieri di maggioranza non condividono….ebbene al di là di tutto ciò rimane un fatto eclatante, che pesa e continuerà a pesare come un macigno sulle coscienze dei consiglieri che oggi voteranno NO all’ammissibilità del referendum. Se fosse bocciata la proposta di ammissibilità appare evidente a chiunque che si tratterebbe di un gravissimo vulnus apportato alla democrazia stessa nella nostra regione che, priva di buongoverno, appare sempre più appiattita alla volontà di comando di una sola persona.

E’ palpabile la paura di questa sinistra regionale di misurarsi con i cittadini, perché ha paura di quello che sarà il responso delle urne, cioè una riforma cassata. Un partito come il PD che usa la consultazione di base a piè sospinto, le cosiddette “primarie”, oggi fugge davanti alla piazza preferendo rimanere arroccato nella sua torre d’avorio, lontano dai cittadini, dal buongoverno e dalla responsabilità.

Un organo politico – e sottolineo politico e non giudiziario o tecnico – oggi vorrebbe appellarsi ad un pronunciamento della Corte costituzionale del 2012, che peraltro vanifica l’istituto stesso del referendum, che può essere smentito domani da un nuovo pronunciamento completamente opposto. Come il pronunciamento del 2012 ha novellato lo status quo così – ed è di assoluta evidenza – un nuovo pronunciamento novellerà questo, che sarà a sua volta modificato da uno successivo ancora! Chi è in buona fede e chi non usa pretesti sa che negli ultimi decenni decine e decine sono stati i pronunciamenti delle più alte Corti, da quella di Cassazione a quella Costituzionale, che hanno mutato orientamento, per la semplice ragione che il mondo si evolve, muta, cambia le sue esigenze.

Chi vuole votare NO all’ammissibilità del referendum abbia perlomeno il coraggio di dire che lo fa non già per difendere una riforma sanitaria assolutamente indifendibile ma per interessi di partito che si vogliono imporre su quelli dei cittadini.

Chi non ha memoria corta sa bene come il centro destra isontino abbia contestato ed osteggiato l’allora Presidente Tondo – che pertanto ne è buon testimone – su scelte importanti in tema di sanità ma non solo, anteponendo gli interessi dei cittadini a quelli del partito e della coalizione. Il Presidente Tondo ebbe il buon senso di fare un passo indietro affermando la priorità degli interessi del territorio.

Questa Giunta regionale e questa maggioranza di sinistra che supinamente la sorregge, vorrebbero invece impedire ai cittadini di esprimersi su ciò che è di più importante: la salute pubblica, la sanità! E per fare ciò minano un altro fondamento di grandissima importanza: la democrazia, immolata sull’altare degli interessi di parte!

Annuncio sin d’ora che chiederò, chiederemo, l’appello nominale, in modo da far sapere ai cittadini quali sono quei consiglieri che vorrebbero escludere con il loro voto il diritto dei cittadini di esprimersi su una sanità già bocciata. Vogliamo che i cittadini conoscano bene il nome ed il volto di chi domani andrà a chiedere loro il voto, dopo aver tradito la loro fiducia, dopo aver consentito e pertanto condiviso tagli alle prestazioni sanitarie, soppressioni di ambulanze, automediche, pronto soccorso, punti nascita!

Quando discutendo del piano del primo soccorso è stato risposto che una ambulanza in più sarebbe sotto utilizzata… in quel momento ho assunto piena consapevolezza di che cosa importasse a questa Giunta: fare cassa sulla pelle dei cittadini. Io non solo non sono affatto preoccupato se un’ambulanza viene sottoutilizzata, anzi io lo auspico; come sogno un ospedale vuoto o una farmacia stracolma di farmaci invenduti! Sarebbe come se un cittadino stipulasse una polizza assicurativa vita ed infortuni ed a fine anno si lamentasse del fatto di aver “sprecato” il corrispettivo della polizza. Farebbe sorridere questo esempio se non corrispondesse ad un drammatico modo di interpretare i bisogni del paese.

Ho letto sulla stampa che l’assessore regionale ha accusato i cittadini di Grado di voler strumentalizzare il referendum, aggiungendo che questa Giunta ha fatto di tutto per aiutare la comunità gradese. Questa Giunta regionale, evidentemente molto ma molto debole di memoria, dimentica i tagli alle prestazioni sanitarie che erano stati già decisi per Grado, che solo grazie alle prese di posizione di alcuni amministratori e di una manifestazione, oceanica nel vero senso della parola se rapportata al numero di abitanti di Grado… ebbene solo grazie a ciò questa Giunta è stata costretta a ritornare sui suoi passi, mantenendo ambulanza e pronto soccorso anche in inverno. I cittadini di Grado non speculano su questo tema, semplicemente, come i cittadini del resto della Regione, non credono più alle vostre bugie!

Oggi, e vado a concludere, si sta consumando pertanto un attacco contro la democrazia della nostra regione, un attacco contro il diritto alla salute dei cittadini, al fianco dei quali eravamo e rimarremo votando convintamente SI all’ammissibilità del referendum, votando pertanto SI alla difesa della salute, votando pertanto SI alla difesa della nostra democrazia!

Rodolfo Ziberna

Consigliere regionale Forza Italia

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