Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Referendum, il voto del sindaco Dipiazza e della presidente Serracchiani: urne aperte fino alle 23 (FOTO)

Si tratta di un referendum confermativo e come tale non prevede quorum. Chi andrà a votare dovrà esprimere il suo voto barrando il Sì (se è favorevole alla riforma costituzionale) o No (se intende bocciare il ddl Boschi)

È il giorno del referendum sulla costituzione. Seggi aperti in tutta Italia dalle 7 alle 23. Sono quasi 47 milioni gli italiani chiamati alle urne per decidere se approvare il ddl Boschi. Si vota nella sola giornata di domenica 4 dicembre. Per conoscere il risultato del referendum bisognerà attendere la fine dello spoglio, che dovrebbe cominciare subito dopo la chiusura del seggio elettorale. Chi andrà a votare dovrà esprimere il suo voto barrando il (se è favorevole alla riforma costituzionale), o No (se intende bocciare il ddl Boschi). A differenza di quanto accaduto al referendum sulle trivelle e per gli altri referendum abrogativi, per questo tipo di referendum non è necessario il quorum. Di conseguenza, vincerà l'opzione che otterrà la maggioranza dei voti.

La riforma costituzionale sottoposta a referendum modifica 49 articoli della Costituzione e riforma completamente il Senato e l'organizzazione del Parlamento, riforma il Titolo V relativo alla disciplina delle Regioni, abolisce le Province e abolisce il Cnel.

SERRACCHIANI - «In questa riforma costituzionale abbiamo messo il cuore, abbiamo pensato alla nostra terra e al futuro delle nostre comunità e delle nostre famiglie. Ai nostri figli e nipoti. Gli italiani possono condividere questa speranza di cambiamento e questa fiducia in un tempo nuovo. In questi mesi abbiamo spiegato i tanti motivi per cui questa è l’occasione per rendere l’Italia più semplice e moderna. Ognuno di noi votando Sì alla riforma può rendere migliore il domani di tutti #bastaunSì».

4dic16. Referendum: voto presidente Serracchiani

DIPIAZZA - «Al Referendum voterò No per un chiaro e preciso motivo legato al metodo con cui si sta violentando la nostra Carta Costituzionale. Non sono contrario alla necessità di un riassetto del sistema bicamerale, ma quello che è stato fatto è il frutto di un atteggiamento dispotico, una prova muscolare che va a modificare il testo costituzionale che, invece, dovrebbe trovare la più ampia convergenza da parte di tutte le forze politiche che rappresentano i cittadini. Senza entrare nel merito della riforma che, comunque, non elimina il Senato, ma lo trasforma intaccandone solo in minima parte i caratteri di centro di spesa e posti, quello che più salta agli occhi è che la modifica ha quasi il tenore di un regolamento amministrativo, e non segue i principi cardine della Costituzione, che si sostanziano sull’esternazione di concetti puntuali e brevi, capaci di esprimere valori e principi democratici immediatamente comprensibili da tutti».

4dic16. Referendum: voto del sindaco Dipiazza (foto di Emanuele Esposito)

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