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Regionali, Roberti: «Mi candiderò solo se me lo chiede il partito»

«L’esclusione di Tuiach è un mio fallimento». Il pugile approdato al gruppo misto: «La Lega non ce l’ha più duro come una volta»

«Mi candiderò alle regionali solo se me lo chiede il partito», lo annuncia il vicesindaco Pierpaolo Roberti alla trasmissione Ring di Telequattro. «Mi piace quello che faccio adesso - precisa Roberti - ma per il mio partito sono disposto a qualunque cosa e se dovesse chiedere la mia candidatura accetterei».

Roberti è stato anche interpellato sull'autoesclusione dalla Lega di Fabio Tuiach: «Non saprei dire se l'avremmo espulso in ogni caso - dichiara l'esponente della Lega Nord -, la decisione non spetta solo al segretario provinciale, sarebbe stato l'intero consiglio direttivo del partito a decidere. Ho definito tutta la faccenda un mio fallimento personale, di cui mi assumo le responsabilità, perché sono stato io a voler inserire Tuiach nelle liste per le comunali. Dopo la sua elezione ci sono stati altri episodi particolarmente critici, dal consiglio direttivo erano stati richiesti provvedimenti forti già dalle prime uscite pesanti, quindi sostenendo Fabio mi sono preso delle responsabilità anche davanti a loro. A un certo punto ho reputato non fosse più il caso di continuare su questa linea».

«Anche se avessi voluto escluderlo (e non era mia intenzione) dalle Regionali - continua Roberti -, avrei potuto comunque tenerlo nel partito e non candidarlo, nessuno mi avrebbe imposto di espellerlo. A Fabio consiglio quello che gli consigliavo anche prima: provare ad ascoltare, perché in questo momento abbiamo una maggioranza di 24 consiglieri più il sindaco e dobbiamo lavorare uniti. Ha scelto di stare nel gruppo misto ed è una scelta che tutti dobbiamo rispettare, infatti i rapporti con la maggioranza non devono cambiare, però gli consiglio di lavorare in squadra e ascoltare chi vuole aiutarlo in buona fede e proteggerlo dalle ingiurie e dalle minacce che continua a ricevere».

«La lega non ce l'ha più duro come una volta - sostiene Fabio Tuiach in risposta - io mi sono innamorato della politica seguendo Salvini, che è il mio idolo e così Fedriga che stimo molto. Però per me ci sono alcuni valori che sono più importanti della politica. Forse le parole "Dio patria e famiglia" sembrano cose cattive, ma il mio percorso di fede e l'amore per i miei cari mi hanno portato in questa direzione, che non posso tradire».

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