rotate-mobile
Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica

Regione, Ziberna (FI): «No al deposito nazionale scorie radioattive di Monfalcone»

Interrogazione del con Rodolfo Ziberna (FI) per sapere se la Giunta Serracchiani sia al corrente delle notizie a detta delle quali sarà individuata località dove realizzare il deposito nazionale delle scorie radioattive. Vi sarebbe anche Monfalcone.

Interrogazione di Rodolfo Ziberna (FI) per sapere se la Giunta Serracchiani sia al corrente delle notizie che circolano sui siti on line di alcuni quotidiani, a detta delle quali a breve sarà individuata la località dove realizzare il deposito nazionale delle scorie radioattive e, tra la decina di località nel frattempo segnalate, vi sarebbe anche Monfalcone.

Il deposito nazionale - spiega Ziberna attraverso la Sogin, ovvero la società statale per lo smantellamento degli impianti nucleari italiani e la gestione del rifiuti radioattivi - è una infrastruttura ambientale di superficie (che sarà pronta, secondo le stime, non prima del 2022 al costo di 1,2-2,5 miliardi di euro) dove mettere in totale sicurezza (per 200-300 anni) i rifiuti radioattivi che in Italia derivano per il 60% da impianti nucleari smantellati o in fase di smantellamento e per il 40% (circa 500 metri cubi/anno) da attività industriali, di medicina nucleare e di ricerca. Il deposito consentirà la sistemazione definitiva di circa 75.000 metri cubi di rifiuti di bassa e media
attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 15.000 metri cubi di 
rifiuti ad alta attività. Insieme al deposito nazionale sarà
realizzato il Parco tecnologico, un centro di ricerca aperto a collaborazioni internazionali, dove svolgere attività nel campo della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato.

Ziberna fa sapere anche che è stata creata una mappa dei possibili siti. In essa sono state tolte le aree urbane, le zone sismiche, le aree protette, le lagune, le zone presso dighe e altre infrastrutture, le aree franose o alluvionali. Restano quelle comprese tra 20 e 700 metri di quota e che si trovano a oltre 5 chilometri dalle coste, quelle più lontane di 1.000 metri da ferrovie, autostrade e strade di grande circolazione. In pratica, restano un centinaio di aree in una dozzina di regioni.

Dunque - precisa Ziberna - stando a questi limiti Monfalcone deve essere tassativamente esclusa per la vicinanza alla costa, all'autostrada, alla ferrovia e alla zona Sic. Ecco perchè ho formulato una interrogazione con cui chiedo se la Giunta sappia di tali notizie e se siano vere.

Inoltre - aggiunge l'esponente di FI - ho chiesto se non ritengano che Monfalcone abbia già pagato un prezzo molto salato, in termini di salute, a causa dell'amianto e degli inquinamenti prodotti dagli insediamenti industriali; quali azioni intendano adottare per non celare ai cittadini argomenti di così grande rilievo; se non credano che Monfalcone abbia diritto ad avere finalmente certezze nello svolgimento dei processi (attraverso pressioni sul competente ministro affinché doti il Tribunale e la Procura di adeguato personale), negli indennizzi di chi è stato privato della vita o della salute, di centri di ricerca dedicati allo studio di queste patologie e quelle correlate.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Regione, Ziberna (FI): «No al deposito nazionale scorie radioattive di Monfalcone»

TriestePrima è in caricamento