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Regolamento movida, Martini (Pd): «Pura propaganda, favorisce gli esercenti»

«La sanzione fino a 10mila euro è solo il classico specchietto per le allodole, ridicola e anacronistica l'introduzione della fascia pomeridiana»

In relazione alle dichiarazioni rilasciate ieri durante la conferenza stampa di presentazione delle modifiche al regolamento Movida dall’assessore Giorgi, la consigliera comunale del Pd Fabiana Martini commenta ricordando che l'assessore «ha definito la sanzione accessoria introdotta dalla nostra Amministrazione uno "stupido provvedimento fatto evidentemente da persone che non hanno mai alzato una serranda", una deprecabile abitudine con cui questa maggioranza manca di rispetto nei confronti del lavoro di chi l’ha preceduta».

«Un lavoro - prosegue Martini - approfondito e scrupoloso, realizzato con gli uffici comunali (il Commercio e la Polizia Locale), abitati da funzionari e dirigenti che probabilmente non hanno mai tirato su una serranda ma che hanno le competenze necessarie per normare la convivenza (l’ex assore Kraus, invece, uno dei firmatari della delibera, di serrande ne ha tirate su e ne tira su tuttora)».

Viene quindi precisato che la proposta approvata dalla Giunta e arrivata ora all’attenzione delle Circoscrizioni «conferma nel complesso l’impianto del Regolamento movida e la sua principale novità consiste nella modifica del sistema sanzionatorio, un sistema su cui anche noi eravamo intervenuti: dopo un primo periodo di applicazione si era convenuto che la prospettiva di chiusura del locale (sanzione accessoria, ora venuta meno) rappresentasse un deterrente maggiore della sanzione, in quanto i proventi di una serata sono generalmente più consistenti dell’importo di una sanzione benché elevata».

«Nella nuova proposta - spiega Martini - la sanzione generale è rimasta invariata, mentre la sanzione ai sensi dell’art. 6 è stata rimodulata in 3 fasce orarie: sostanziale tolleranza – 100 euro - se accertano la violazione entro 30 minuti, sanzione più elevata ma sostanzialmente bassa – 1000 euro – se la violazione è accertata entro un’ora e mezza, più alta – 4000 euro – se la violazione è accertata nel cuore della notte, quando la Polizia Locale già non opera più, e sappiamo che la quasi totalità delle sanzioni in base al Regolamento Movida sono state finora comminate dalla PL e non da altre forze di polizia».

Per quanto riguarda l'ultimo scaglione, ossia le sanzioni che possono arrivare fino a 10.000 euro, l'esponente comunale del Pd sostiene si tratti di «pura propaganda, il classico specchietto per le allodole. La verità è che la nuova versione del Regolamento è decisamente sbilanciata a favore degli esercenti che non rispettano le regole, che possono fare due conti anche in base all’andamento della serata e valutare di rischiare la sanzione. Inoltre il divieto di vendita del vetro dopo la mezzanotte e di somministrazione dopo le 3 all'esterno non ci trova contrari, ma è corretto ricordare che a suo tempo erano gli esercenti che guardavano con disappunto questa possibilità, perché il vino buono – si diceva – non si può servire nella plastica, non siamo mica in sagra!»

«L'introduzione della fascia pomeridiana è anacronistica e ridicola - attacca quindi Martini - anche questa propaganda allo stato puro, il famoso colpo al cerchio, per dare un contentino ai residenti, dopo averne dati tanti alla botte, gli esercenti: al di là del fatto che non è un’emergenza la diffusione della musica nel primo pomeriggio, silenziare una città a vocazione turistica in una fascia oraria attiva e lavorativa è difficile e poco produttivo e fa sorridere pensare che due giornate di deroga (14 febbraio e 8 marzo) possano rappresentare addirittura un "impulso all’economia locale"

«È rimasto invece (e lo constatiamo con soddisfazione) il tanto deprecato concetto di "udibilità" - conclude - evidentemente, nonostante le anticipazioni dell’assessore Giorgi nei mesi scorsi e le dichiarazioni in proposito dei rappresentanti degli esercenti, anche la giunta Dipiazza ha dovuto arrendersi al fatto che al momento attuale è la scelta più realizzabile sul piano pratico con gli strumenti a disposizione e la normativa in vigore. Forse non tutti i provvedimenti della giunta Cosolini e degli uffici che hanno supportato lì esecutivo sono stupidi».

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