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Riforma del Senato, Riccardi (FI): «Il vero autoritarismo lo sta dimostrando il centro sinistra»

Solo due senatori a Roma per rappresentare il Friuli Venezia Giulia. Minoranza esclusa dalla camera alta. Ziberna in consiglio regionale: «Il peso politico della presidente Serracchiani si è dimostrato inconsistente». Savino: «La riforma del Senato, pesante deficit di democrazia per il FVG»

«Alla fine il vero autoritarismo lo sta dimostrando il centrosinistra con Renzi: una deriva che anche nel caso della nostra regione trova nei fatti un esempio tanto grave quanto palese. Il punto è che sull'altare di un presunto efficientismo si rinuncia ai contrappesi della democrazia, a tutto danno della libertà dei cittadini. Il che non mi sembra un argomento banale». Così il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Riccardo Riccardi che, assieme ai consiglieri Rodolfo Ziberna e Roberto Novelli e alla deputata Sandra Savino, ha messo in evidenza la forte possibilità che nel futuro Senato gli unici due rappresentanti previsti per il Friuli Venezia Giulia siano appannaggio esclusivamente della maggioranza.

«Il peso politico della presidente Serracchiani come vicesegretaria nazionale del Pd - ha detto il vicecapogruppo di FI, Ziberna - si è dimostrato inconsistente: il Friuli Venezia Giulia si trova, nella nuova riforma, ad avere due senatori proprio come il Molise che ha 313.000 abitanti e la Valle d'Aosta che di abitanti ne ha 130.000. A questo punto, perché non rivendicare un senatore anche per la provincia di Gorizia?»

«Questa è una riforma che dimostra come Renzi e il Pd siano convinti di governare per i prossimi vent'anni - ha aggiunto Novelli - visto che riduce la minoranza nella condizione di non contare più nulla. Oltre a ciò, a differenza di quanto affermato dalla presidente Serracchiani, mette ulteriormente in crisi la specialità del nostro territorio».

«La riforma del Senato - ha detto infine la deputata Savino - comporta un pesante deficit di democrazia per il Friuli Venezia Giulia: essendo due i senatori che saranno qui espressi, non ci sono garanzie che venga rappresentata anche l'opposizione. E questo, alla luce anche del risultato elettorale del 2013 che ha visto prevalere la Serracchiani per meno di duemila voti, contraddice le più elementari regole della democrazia.

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