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Cori di protesta contro il premier Renzi a Udine

Clima di tensione fuori dal Teatro Giovanni di Udine che ospitava l'incontro tra Matteo Renzi e i cittadini. Presenti un nucleo di friulanisti e il Comitato per la vita del Friuli Rurale

Questa mattina la visita del premier Matteo Renzi a Udine accolto in un clima di protesta dai friulanisti e dagli anti elettrodotto fuori dal teatro Giovanni da Udine. Presenti un nucleo di friulanisti, contrari allo smantellamento del Friuli, diviso ormai in mille pezzi, con una cultura e un’identità messe in pericolo e il Comitato per la vita del Friuli rurale, da sempre ostile alle iniziative del nuovo elettrodotto.

Mario Anzil, Sindaco di Rivignano Teor commenta: «Renzi e Serracchiani hanno unito oggi il popolo friulano contro di loro, che così diventa invincibile. Non ce la faranno a distruggere il Friuli. Renzi ne deve mangiare ancora di brada per farcela. Sono arrivati i nuovi barbari, Attila e Odoacre, e hanno distrutto quello che restava del Friuli: la sanità, i comuni e la Protezione civile. Non molliamo, siamo uniti e numerosi. Da oggi inizia il riscatto del popolo friulano».

Presente anche Aldevis Tibaldi, del Comitato Friuli rurale che aggiunge: «Vogliamo il ripristino della legalità sulla vicenda elettrodotto, e che vengano chiarite le complicità che hanno modificato la volontà popolare, per forzare la mano alle autorità locali e ministeriali, piegati ai voleri di una società privata. È una lotta per il Friuli e per un’autonomia sistematicamente screditata e sminuita dalla nostra governante, che chiede a tutti di fare i bravi, di essere sempre a disposizione di un governo centrale assolutamente interessato a una deriva istituzionale e autoritaria, fagocitando i nostri diritti. C’è stata una complicità manifesta di soggetti ben identificabili, che hanno turbato il decorso dell’approvazione di quest’opera e che dopo la sentenza che l’ha bloccata hanno permesse che si continuasse impuniti a lavorare». 

Presente anche un gruppo di militanti di Rifondazione Comunista, capeggiati dall'ex assessore comunale Franzil: «Vogliamo testimoniare che esiste un'altra sinistra, diversa rispetto a quella del "Jobs Act" e della "Buona scuola». Alle manifestazioni di dissenso non sono mancati gli atteggiamenti irriguardevoli di un uomo e una donna, entrambi disoccupati, che sono stati fatti uscire dalla sala del teatro dalla Polizia per aver inveito contro il premier.

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