Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Regionali, Ressani (Pd): «Verdetto degli elettori pesante e senza appello»

«A Trieste le cose non sono andate bene ma decisamente meglio rispetto alla Regione»

«Dopo le elezioni del 29 aprile in Friuli Venezia Giulia alcune riflessioni si devono fare». Lo afferma in un post su Facebook il segretario del Pd di Trieste Giancarlo Ressani.
«1. Il Partito democratico e la coalizione di centrosinistra prendono una sonora batosta. C'è un distacco di 30 punti percentuali tra Fedriga (57%) e Bolzonello (quasi il 27%), con il Pd in Regione al 18%. Se dopo cinque anni di governo da parte della Giunta Serracchiani l'esito è questo, significa che il verdetto degli elettori sul nostro operato è stato pesante e senza appello: estremamente negativo».

«2. Anche a Trieste - continua - le cose non sono andate bene, anche se decisamente meglio rispetto alla Regione. La coalizione di Fedriga prende il 53% e la coalizione di centrosinistra il 30%, con il Pd a quasi il 24%, secondo partito dopo la Lega al 30%. In questa situazione negativa, si deve comunque registrare che il Pd prende a Trieste circa 5 punti in più rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo (dove aveva preso il 18,8 per cento), ed 1 punto percentuale in più rispetto alle elezioni regionali del 2013 quando Serracchiani vinse le elezioni (peraltro in termini assoluti il Pd triestino ha oggi 700 voti in più rispetto al 2013: nel 2013 i voti furono circa 16.300, oggi i voti sono quasi 17 mila)».

«Il risultato del Pd - prosegue - triestino si deve primariamente alla alla corsa straordinaria dei candidati al Consiglio regionale: Francesco Russo, dopo la inspiegabile ed ingiustificata mancata riconferma a Senatore della Repubblica dopo gli ottimi risultati ottenuti nei 5 anni appena trascorsi (sdemanializzazione del Porto Vecchio su tutti), ottiene un risultato straordinario con le sue 4.368 preferenze, divenendo il recordman di preferenze come candidato più votato in Regione; Roberto Cosolini, dopo la dolorosa ferita del 2016, ha ripreso a lavorare umilmente e alacremente a servizio dei triestini, sviluppando diverse proposte per il futuro della città sulle quali già da Sindaco aveva cominciato a lavorare, ed ottenendo così 2861 preferenze, il quarto candidado più votato in Regione; ma anche tutti gli altri candidati (Stefano Ukmar, Antonella Grim, Ariella Bertossi, Franco Rotelli, Sergio Omero, Ingrid Stratti, Fiorella Macor) hanno fatto un lavoro splendido ed appassionato, spendendosi in prima persona tra la gente, lavoro del quale li ringrazio di cuore. Inoltre il risultato del Pd triestino si deve all'opera straordinaria dei tanti volontari che si sono spesi in questi settimane, facendo volantinaggio, stando al gazebo e ai banchetti, parlando con le persone dei piccoli-grandi problemi di ogni giorno. I volontari e i militanti sono la spina dorsale del nostro partito, preziosi ed insostituibili, e a loro si deve il raggiungimento del risultato di mantenere a Trieste sostanzialmete stabili le preferenze date esclusivamete al Partito (oggi circa 7000 mila, nel 2013 circa 8 mila). Ai candidati e ai militanti dico solo una cosa: un grande grazie».

«3.I risultati ottenuti a Trieste, seppur nella sconfitta, denotano una certa "tenuta" del Partito in una situazione generale estremamente difficile e rappresentano la base da cui ripartire per costruire insieme ai cittadini una proposta politica vincente per il futuro, intorno a due sfide che io ritengo prioritarie, l'una culturale e l'altra più eminentemente politica. a) La sfida culturale è quella di ricostruire una identità forte e sostanziale del centro-sinistra, con il Pd che deve abbandonare la protervia e l'arroganza dimostrate in diverse circostanze nei confronti di altre sensibilità poltiche presenti nell'alveo del centro-sinistra: il Pd deve tornare ad essere un riferimento dialogante, aperto ed inclusivo per le forze progressiste e che si spendono per la difesa dei più deboli, essendo capace di costituire una grande allenza aperta dei partiti riformisti sul modello di quelle già sperimentate con successo anche in passato. Con una classe dirigente rinnovata che sappia ascoltare con umiltà i cittadini e che sia in grado di dare risposta ai loro bisogni».

«b) La sfida politica, - conclude - per la città di Trieste, in un momento in cui sulle nostre terre soffierà il vento nefasto della Macroregione propugnata dai leghisti che relegherà Trieste a fare da valletta a Venezia e a Milano, è quello di avere la forza di realizzare il progetto dell'area metropolitana giuliana. La sdemanializzazione di Porto Vecchio e la ripresa delle attività del Porto con Zeno D'Agostino, insieme alla costituzione del polo intermodale (scalo della ferrovia all'aereporto di Ronchi), richiedono un nuovo assetto istituzionale che racchiuda tutta l'area giuliana, e che superi quindi il modello monco delle Uti, frammentato e non completamete adeguato a realizzare le necessità di un'area più grande e complessa come quella giuliana. Il percorso di costruzione dell'area metropolitana giuliana, ben diversamente da come è stato impostato in passato creando inituli lacerazioni interne, dovrà essere portato avanti da tutta la nostra comunità politica e dovrà costituire la base per ripensare in termini innovativi e moderni il concetto di specilità regionale minacciato dall'idea leghista della Macroregione. Chiederò a tutto il mio Partito e ai nostri due neoconsiglieri regionali Russo e Cosolini di condividere queste sfide e questi percorsi. La nostra comunità politica con il suo 24% è ancora viva, ma ha bisogno di ripensarsi profondamete per dare ai cittadini una prospettiva di sogno e di speranza per il futuro».

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