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Revenge Porn, Savino (Fi): «Quattro anni di reclusione a chi diffonde video porno privati»

Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice di Forza Italia in FVG, annuncia di aver depositato la proposta di legge per istituire il reato di "Revenge Porn"

«L’avevamo annunciata durante la discussione sulla legge del cyberbullismo e il Governo aveva accolto un ordine del giorno, ora la proposta è approdata in commissione giustizia».

Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice di Forza Italia in FVG, annuncia di aver depositato la proposta di legge per istituire il reato di “Revenge Porn”. «In questi mesi abbiamo assistito a delle situazioni inaccettabili, ovvero persone che diffondevano video dei propri ex in atteggiamenti sessualmente espliciti. La nostra giurisprudenza non prevede un reato specifico e gli inquirenti devono agire sfruttando le norme sulla privacy, un vuoto normativo grave che con una semplice proposta puntiamo a colmare. Savino Sandra

Lo scopo - precisa Savino - non è quello di punire ma di responsabilizzare. Una persona che rischia quattro anni di carcere ci penserà sicuramente di più prima di divulgare un video porno anche semplicemente agli amici visto che a rischiare il carcere sarebbe comunque il primo anello della catena». Nel dettaglio la proposta aggiunge un art. 612-ter al codice penale, subito dopo il 612-bis che punisce gli atti persecutori e lo stalking con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

"È punito - si legge nella proposta -con la reclusione da uno a tre anni chiunque pubblica nella rete internet, senza l'espresso consenso delle persone interessate, immagini o video privati, comunque acquisiti o detenuti, realizzati in circostanze intime e contenenti immagini sessualmente esplicite, con conseguente diffusione di dati sensibili, con l'intento di causare un danno morale alla persona interessata".

Viene precisato, inoltre, in analogia, del resto, con il reato di stalking, che "la pena è aumentata della metà se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa". «Spesso - spiega la parlamentare azzurra - accade che la diffusione di un certo tipo di immagini o video pornografici segua la fine di una relazione sentimentale e venga utilizzata come strumento di vendetta nei confronti delle vittime. Noi vogliamo mettere un freno. Auspico che ci sia un’ampia convergenza di tutte le forze politiche al fine di tutelare chi ha commesso magari una leggerezza in un momento di intimità per eccessiva fiducia nei confronti del partner» conclude Savino.
 

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