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Richiedenti asilo, Torrenti: «Nessun allarme, Italia nettamente sotto la media europea»

Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti: «Le legittime preoccupazioni dei nostri cittadini dunque non devono essere cavalcate 'ad arte', compito delle istituzioni e della politica dev'essere quello di organizzare le risposte migliori possibili a problemi seri e complessi

«Le persone che chiedono asilo alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Gorizia provengono da Paesi e aree del mondo considerate non sicure, e non sono in cerca 'di fortuna', magari di tipo economico, come taluni continuano ad affermare». L'Italia, «e non lo scopriamo adesso», ha sottolineato oggi l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti (replicando in tal modo alle dichiarazioni di Mario Pittoni, della Lega Nord), è nettamente sotto la media europea come richieste di asilo e quindi appare infondata l'osservazione dello stesso Pittoni.

«Come appare evidente che il lavoro che la Regione sta facendo d'intesa con il ministero dell'Interno vuole invece dare risposte vere e concrete al problema dei profughi presenti in regione, ai problemi dei nostri concittadini, e ancor più fare tutto il possibile per seguire con la massima attenzione istituzionale quello che avviene attorno a noi, nelle Nazioni vicine, per poter affrontare seriamente qualsiasi criticità si possa configurare», ha osservato Torrenti.  Torrenti Gianni

«Le legittime preoccupazioni dei nostri cittadini dunque non devono essere cavalcate 'ad arte', tantomeno non sottovalutate - ha ancora rilevato l'assessore - ma il compito delle istituzioni e della politica dev'essere quello di organizzare le risposte migliori possibili a problemi seri e complessi».

«Mai come in questi giorni lavoriamo con intensità ed in sinergia con lo Stato: crediamo che questo sia il nostro compito. Non è invece corretto spaventare, ormai da mesi, le nostre comunità con dichiarazioni, anche insinuanti, che mescolano preoccupazioni reali, ma spesso anche solo percepite, a falsità palesi, e che creano ancora maggiori insicurezze, con poco senso di responsabilità nei confronti di una cittadinanza che ha il diritto a un'informazione corretta e a una politica che governa i processi e non si affida ai proclami», ha concluso Torrenti. 

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