Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Rifiuti interrati a Porto San Rocco, Romano (M5s): «Bisogna garantire la sicurezza della popolazione»

Il portavoce del Movimento 5 Stelle al Comune di Muggia, Emanuele Romano, sulla questione rifiuti inquinati interrati a Porto San Rocco

Nella foto il Municipio di Muggia

Emanuele Romano, portavoce del Movimento 5 Stelle al Comune di Muggia, in una nota stampa sulla situazione rifiuti inquinati interrati a Porto San Rocco: «L’Unione europea ha sanzionato l’Italia per le discariche abusive per un importo iniziale pari a 40 milioni di euro, più interessi e sanzioni semestrali. Ritroviamo anche il comune di Muggia con 18 mila metri cubi di rifiuti inquinati interrati a Porto San Rocco. La Regione Friuli Venezia Giulia ha notificato una rivalsa per 388.223,50 euro al Comune, che ha deciso di resistere in giudizio».

«Abbiamo chiesto di visionare alcuni documenti della vicenda - spiega Emanuele Romano - vale la pena fare qualche considerazione. Innanzitutto la sanzione pare essere legata a carenze normative italiane e alla mancata presentazione nei tempi previsti di alcuni documenti. Si doveva agire tempestivamente, aggiornando continuamente le istituzioni europee. In seconda battuta - aggiunge Romano - l’iter di chiusura del procedimento di infrazione comunitaria si basa su scambi cartacei tra Ue-Italia-Regione-Provincia-Comune di Muggia nella speranza - illusoria - che il privato che gestiva i lavori garantisse la sicurezza della discarica senza porre in essere verifiche in sito da parte delle istituzioni pubbliche».

«Non possiamo non soffermarci sul modo in cui è messa in sicurezza la collina dichiarata inquinata. La sicurezza - attacca il portavoce del M5S - si limita a un telo su cui viene posato il materiale contaminato, coperto da un altro telo, con uno strato di un metro scarso di terra senza possibilità di piantare piante ad alto fusto come invece prescritto dalle norme. È evidente che le prescrizioni non vengono minimamente rispettate».

«Dalla determinazione 1717 del 28/07/2015 della Provincia di Trieste, tralasciando i tecnicismi, si evince che sul fondo dell’involucro hanno trovato acque inquinate che non avrebbero dovuto esserci. Da dove sono entrate? Mistero - afferma Romano -. Inoltre sotto il telo nella falda sono state rilevate sostanze inquinanti ma le autorità ritengono di "rimandare l’eventuale presentazione del progetto di bonifica delle acque sotterranee ... a dopo l’acquisizione dei risultati delle attività di individuazione del responsabile della contaminazione delle acque". Quindi la bonifica è conclusa, non c'è discarica abusiva, le amministrazioni posso stare felici e contente. La comunità meno, perché di fatto gli inquinanti ci sono. La gestione dell'intera questione ha rivelato una lunga serie di mancanze che hanno portato alla sanzione comunitaria ma i cittadini di Muggia possono rimanere - si fa per dire - sereni: le sanzioni, infatti, saranno pagate da tutti gli italiani!».

«Noi del Movimento 5 Stelle vogliamo che venga garantita la sicurezza della popolazione che frequenta quella zona. Chiediamo pertanto che siano le istituzioni a monitorare gli inquinanti che possono danneggiare i cittadini. Qualcuno deve spiegare il perché non siamo stati in grado di prevenire il contenzioso con le istituzioni europee. E dopo i doverosi chiarimenti - conclude il portavoce del M5s - bisogna rivedere i processi organizzativi al fine di scongiurare che in futuro si ripetano situazioni analoghe».

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