Venerdì, 6 Agosto 2021
Politica

Uti, Ciriani e Zilli: «Pronti a dare battaglia per mettere fine a questo scempio»

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia/AN Luca Ciriani contro le decisioni della Giunta di posticipare a gennaio le discussioni sulle Uti. Indetta una riunione. Ciriani e Zilli (LN) «Serracchiani deve ammettere il fallimento di questa legge di riforma. Solo costi e burocrazie in più per i Comuni»

«Dall'incontro dei capigruppo è emersa la volontà della Giunta regionale di rinviare a gennaio la discussione sulle Uti. Un atteggiamento incomprensibile che andrà a peggiorare ulteriormente la situazione già critica». A intervenire è il consigliere regionale di Fratelli d'Italia/AN Luca Ciriani a margine della riunione dei capigruppo. «Serracchiani deve semplicemente ammettere il fallimento di questa legge di riforma e cancellarla immediatamente; ripartire da zero, sia in termini di confronto con il territorio che in Consiglio regionale, infatti, rappresenta l'unica soluzione a questo brutto pasticcio».

A tal proposito Luca Ciriani e Barbara Zilli, consigliere regionale Lega Nord hanno promosso un incontro a Trieste, nella sede del Carroccio, con l'on. Massimiliano Fedriga e i sindaci Renato Carlantoni (Tarvisio), Piero Mauro Zanin (Talmassons) e Andrea Pozzo (Pasian di Prato) in rappresentanza dei Primi cittadini che hanno presentato ricorso alla riforma delle UtiLuca Ciriani

«Non ci possono essere più margini né tecnici né politici di mediazione - commentano congiuntamente - con questa Giunta regionale sulla riforma delle Uti: o la presidente Serracchiani azzera immediatamente la legge, oppure la sfidiamo a nominare i commissari nei Comuni. In questo caso daremo battaglia su tutti i fronti, legali e politici, per mettere fine a questo scempio».

«Gli atti che si sono susseguiti in questi mesi - hanno concordato tutti i presenti - caratterizzati da rinvii, correzioni, retromarce, confermano il fallimento di una riforma che la Serracchiani vuole portare avanti contro gli stessi territori. Con un atteggiamento prevaricatorio ha esautorato i Comuni delle proprie competenze, con aggravi di costi e di burocrazia per i cittadini».

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