Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Rischio Oscuramento per le tv Locali del Friuli Venezia Giulia

Il timore viene manifestato dal Segretario nazionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina «In un Paese civile è necessario tutelare la pluralità dell’informazione e garantire ai cittadini l’accesso ai mass media, ma anche dare garanzie a chi...

Il timore viene manifestato dal Segretario nazionale dell'Italia dei Valori, Ignazio Messina

«In un Paese civile è necessario tutelare la pluralità dell'informazione e garantire ai cittadini l'accesso ai mass media, ma anche dare garanzie a chi vuole investire nell'editoria televisiva. Per questo non si può perdere altro tempo e deve essere bandita una gara per l'assegnazione delle frequenze televisive». Questa la posizione del Segretario nazionale dell'Italia dei Valori, Ignazio Messina, in merito al contenuto dell'articolo 9 del decreto Destinazione Italia, il quale rischia di portare all'oscuramento le televisioni locali italiane che interferiscono con i segnali delle reti televisive dei Paesi confinanti al nostro, con i quali non è però mai stato siglato un accordo di coordinamento.

«Si tratta di una grave mancanza da parte degli ultimi governi, perché senza un documento comune attraverso il quale orientarsi non è possibile avere un quadro chiaro della situazione - commenta ancora Messina -. Prima di paventare possibili chiusure sarebbe quindi meglio definire in maniera univoca la situazione italiana, anche per evitare le possibili sanzioni europee che al momento incombono sul nostro Paese».

Una situazione, quella del possibile oscuramento per alcune emittenti, che potrebbe verificarsi anche in Friuli Venezia Giulia, proprio per la vicinanza con Slovenia e Croazia ed il problema della sovrapposizione dei loro segnali con quelli italiani. «Tutti i nodi del governo Berlusconi vengono al pettine - commenta il vice coordinatore regionale dell'Idv Fvg, Alessandro Corazza - e ora si capisce che durante la transizione al digitale si sono assegnate le frequenze senza rispettare il Piano Agcom e senza accordo preventivo con i paesi confinanti, per assecondare precisi interessi tesi a salvaguardare le concentrazioni televisive nazionali a scapito delle tv locali. Situazione che va risolta, anche se è difficile pensare che un governo retto da una maggioranza formata anche da berlusconiani possa riuscirci».

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