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Riuso Porto Vecchio, Gianfranco Carbone: «Occasione storica per rilanciare la città»

Lo rileva sul suo profilo facebook l'avvocato Gianfranco Carbone, già vicepresidente socialista della giunta regionale alla fine degli anni '80. «Cosa impedisce di far tesoro della storia e ipotizzare il riuso del Porto Vecchio consentendo di realizzare dei "fondaci" a soggetti (pubblici o privati) di stati esteri»

«Porto Vecchio: in questi giorni di semi/festa forse val la pena perdere un po'di tempo per riflettere su una vicenda che potrebbe rappresentare la svolta per Trieste ( ma anche, se mal governata, l'accelerazione del suo declino)». 

Lo rileva sul suo profilo facebook l'avvocato Gianfranco Carbone, già vicepresidente socialista della giunta regionale alla fine degli anni '80. gianfranco Carbone-2

«Tipica idea  - continua il post - che ti viene facendoti la doccia che che potrebbe conciliare diverse posizioni e avvicinarle. Parto da lontano. Nel '500 e nel '600 le città marinare italiane divennero grandi e potenti non perché conquistarono colonie ma perché realizzarono nei porti del Mediterraneo dei "fondaci" ( o fondachi). A loro volta permisero di realizzare, nei loro porti-città, dei fondaci da parte degli "investitori" di allora. (Pensiamo a Venezia:fontego dei Turchi, fontego dei Tedeschi)».

«Cosa impedisce - conclude Carbone -  di far tesoro della storia e ipotizzare il riuso del Porto Vecchio consentendo di realizzare dei "fondaci" a soggetti (pubblici o privati) di stati esteri?Se poi qualcuno dovesse avere un progetto di investimento compatibile con il regime di punto Franco, ben venga».

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