Rosolen: "Attivisti gender non facciano esperimenti sui bambini"

Il film 'Just Charlie' inserito nella lista dei film sul rispetto da proiettare nelle scuole, e l'assessore attacca: "Il garante non faccia battaglie di parte, oppure si dimetta". Da Giau (PD): "È ossessionata dal gender, si occupi di crisi lavoro e scuola"

Alessia Rosolen (Foto di repertorio)

"In una fase delicata e complessa come l'adolescenza, perché qualcuno vuole imporre modelli culturali imbevuti di ideologia, senza pensare al disorientamento che questi possono provocare?". Così Alessia Rosolen, assessore regionale all'Istruzione, nello stigmatizzare un'iniziativa proposta dal sistema regionale delle Mediateche in accordo con il Garante regionale dei diritti alla persona che intende proporre a tutte le scuole del Fvg la visione di una serie di film sui temi del rispetto. "Senza coinvolgere - viene spiegato in una nota della regione - né la Regione nè l'Ufficio scolastico regionale".

Transgender o tifoso del Manchester United?

Uno dei film selezionati, Just Charlie, mette al centro il tema dell'identità di genere; si tratta della storia di una adolescente della provincia inglese intrappolato nel corpo di un fanciullo, combattuto fra il desiderio di assecondare le ambizioni del padre che lo vede calciatore di talento per il Manchester City e il bisogno di affermare la propria identità. "È possibile evitare subdoli tentativi di associare il concetto di gender a una conquista? - si chiede Rosolen - Non ci si può chiedere se lo smarrimento di Charlie sia determinato da altre motivazioni che non riguardino l'identità di genere? Ad esempio che il ragazzo sia un sostenitore del Manchester United, squadra rivale del City?".

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"Esperimenti sui bambini"

"Trovo profondamente scorretto e pericoloso - prosegue Rosolen - l'utilizzo improprio di strumenti formativi e didattici, quando questi vengono piegati a interessi di parte o, peggio, a logiche propagandistiche condotte in modo pavido. I sepolcri imbiancati del gender abbiano la decenza di non fare esperimenti sulla pelle dei bambini e dei ragazzi. Concludo, osservando che gli attivisti gender dovrebbero sforzarsi, quantomeno, di leggere linee guida e gli indirizzi dell'ufficio scolastico regionale. Il Garante garantisca tutti e non faccia battaglie di parte. Nel caso, liberissimo: prima si dimetta, però".

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Da Giau (PD): "È ossessionata dal gender"

Una risposta arriva dalla consigliera regionale del PD Chiara Da Giau: «Anziché occuparsi in maniera ossessiva del vaglio ideologico su leggi e progetti per epurare tutto ciò che secondo lei è in odore di straniero e omosessuale, l'assessora Rosolen pensi alle crisi occupazionali e alla regionalizzazione della scuola».

Secondo Da Giau «A coronare la “settimana per la xenofobia e omofobia” non bastavano le modifiche alla legge sul diritto allo studio e offerta formativa, introdotte per scongiurare quelle che lei ritiene pericolose contaminazioni ideologiche. Ora arrivano anche le censure su un coscienzioso programma di sostegno alla scuola stessa, frutto di un protocollo siglato tra l’Ufficio scolastico regionale e il Garante per i diritti. Il tutto a scapito del serio lavoro che insegnanti e dirigenti fanno per comporre le mille difficoltà che nascono da una convivenza di storie diverse nelle aule».

"Pensi alla crisi"

Secondo Da Giau, «l'assessore dovrebbe evitare di mostrare tanta pochezza delle istituzioni e accantonare questa che pare essere una sua vera e propria ossessione, per potersi concentrare pienamente sulle questioni rilevanti che investono il suo assessorato a partire dalle crisi aziendali e dalla necessità di ricollocare i tanti che perdono il lavoro per congiuntura economica e per effetto dei devastanti provvedimenti del governo gialloverde, al tema della regionalizzazione della scuola».

Quanto alla richiesta di dimissioni della Garante, Mellina Bares, «non sia l’assessora per prima a introdurre battaglie ideologiche e politiche nel giudizio sull’operato di una istituzione rispettata e riconosciuta quale quella del Garante dei diritti della persona».

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