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Salute, Ziberna (FI): «Liste d'attesa troppo lunghe: visite e interventi "privati" a costo del "ticket"»

L'interrogazione-proposta del vicepresidente del gruppo Forza Italia in Consiglio regionale Rodolfo Ziberna alla presidente Serracchiani ed all’assessore alla Salute Telesca: «Applicare la norma anche in Fvg»

«Adottare anche in Fvg il diritto del cittadino di accedere alle visite specialistiche, diagnostiche, di laboratorio e chirurgiche presso le strutture private, mantenendo in carico all’utente il solo costo del ticket, quando i tempi di attesa sono eccessivi». È quanto chiede il vicepresidente del gruppo Forza Italia in Consiglio regionale Rodolfo Ziberna in un’interrogazione presentata alla presidente Serracchiani ed all’assessore alla Salute Telesca.

«Non passa giorno – rileva Ziberna – che nella nostra regione non vengano denunciati da parte di esasperati cittadini i ritardi intollerabili nelle liste d’attesa per accedere a visite specialistiche e diagnostiche, ad esami di laboratorio o ad interventi chirurgici, che possono spesso traguardare l’anno di attesa. Una situazione che costringe il cittadino che se lo può permettere a farsi carico di significativi oneri presso strutture private, mentre pone il cittadino meno abbiente in condizioni di elevato rischio per le sue condizioni di salute ed addirittura di vita».

«Il decreto legislativo 124/1998 - spiega Ziberna -, disciplinando in modo inequivocabile l’ambito delle liste d’attesa sul territorio nazionale, dispone al comma 10 che le Regioni sono tenute a disciplinare i criteri secondo i quali i direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e ospedaliere devono determinare i tempi massimi che possono intercorrere tra la data in cui una prestazione viene richiesta e quella in cui la stessa è erogata. Tale termine non solo dovrebbe soggiacere ad un'adeguata pubblicità, ma andrebbe anche comunicato all'assistito al momento in cui questi presenta la domanda della prestazione».

«All’articolo 3 – prosegue l’esponente di Forza Italia – si consente, poi, l’accesso alle prestazioni libero-professionali: il cittadino può cioè avvalersi della prestazione resa in ambito di attività libero-professionale intramuraria nel caso in cui l'attesa si prolunghi oltre il predetto limite massimo ed addirittura, in subordine, è possibile ricorrere anche a prestazioni interamente private.  In entrambi i casi, la differenza di costi è posta a carico dell'azienda unità sanitaria locale di appartenenza e dell'azienda unità sanitaria locale nel cui ambito è richiesta la prestazione. Il cittadino si fa carico, invece, del solo costo del ticket».

«Visto che il diritto alla salute dovrebbe essere affermato al di là delle possibilità economiche dell’assistito – conclude Ziberna – chiedo alla giunta di applicare la suddetta norma anche in Fvg».

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