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Salvini e Dipiazza alla festa della Lega: «Mandare a casa la Serracchiani» (FOTO)

Il leader leghista attraverso la presentazione del suo libro ha parlato di politica nazionale e locale, toccato i temi cari alla Lega, dai matrimoni gay all'immigrazione

«L'obiettivo ora è mandare via la Serracchiani. Il secondo obiettivo è Udine, dove la destra non ha mai messo un candidato all'altezza, ma dopo Honsel è facile vincere, come con Cosolini. Terzo obiettivo è il "no" al referendum, per mandare a casa Matteo Renzi». Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza apre così la serata nel padiglione della Lega Nord, sabato 1 ottobre, stracolmo per l'arrivo del leader del carroccio Matteo Salvini. 

Anche il segretario nazionale Massimiliano Fedriga guarda alla Regione con «Anna Maria Cisint per strappare Monfalcone alla Sinistra; poi non dimendichiamo gli impegni della Lega Nord: togliere le penalizzazioni ai comuni che con coraggio sono rimasti fuori dall'uti; ridaremo i soldi alla Sanità: abbiamo una presidente che ha tagliato 100 milioni alla salute dei suoi cittadini per pagare la marchetta a Renzi; una regione che si batterà per far tornare i controlli ai confini del confine terresti per bloccare il flusso dei clandestini: perché in questo momento il governo non sta rispettando la legge (3,3 miliardi spesi nel 2015, una follia)».

Dopo aver consumato un veloce pasto e bevuto una birra, è stto il momento di Matteo Salvini sul palco, in un modo inusuale: lo scopo della sua presenza non è solo quello della "solita" arringa, ma anche quello di presentare il suo libro dedicato a «Federico e Mirta: ho ritenuto naturale dedicare i miei sforzi alle due persone per i quali sta facendo tutto questo (politico, parlamentare e scrittore); un minimo risarcimento danni per le mie assenze e spero che quando cresceranno e leggeranno il libro riescano a capire che lo sto facendo per il loro futuro». 

Proprio la famiglia è il primo tema immediatamente affrontato: «Matrimonio e adozioni gay? La penso in maniera semplice, sono rispettoso delle scelte di tutti e della vita di tutti, lo Stato meno rompe le scatole meglio è e come non deve entrare nelle aziende con gli studi di settori, allo stesso modo non può entrare nella camera da letto, ma l'importante è che il rispetto non venga frainteso in "allora si può fare tutto cambiando il mondo", io non ti discrimino, ma il matrimonio è tra uomo e donna e ci può essere un bambino solo se c'è una mamma e un papà: ho diversi amici omosessuali, ma l'ultimo loro pensiero è quello di mostrarsi in pubblico e scimmiottare il matrimonio o comprare i bambini». «Essendo l'ultimo che può dare lezioni di morale - sottolinea il leader lghista -, con due moglie e due figli di mamme diverse, però mi sto lottando per il futuro dei bambini; sto lottando perché le adozioni per gli italiani siano più veloci ed economiche e per l'affitto condiviso che tuteli entrambi i genitori».

Polemico poi sui prefetti «che sono gli affittacamere degli immigrati» e sul prefetto di Trieste Porzio: «Cambi mestiere». «Sono per l'immigrazione controllata. A Trieste, in Friuli e in Italia pochi sono i benvenuti e comunque devono rispettare le nostre regole. Altrimenti se ne vadano a casa».

Da registrare che, fortunatamente, i rinforzi del reparto mobile della Polizia giunti in città per evitare scronti tra leghisti e centri sociali non sono serviti e la serata è trascorsa serenamente. 

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