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Sanità, Spitaleri: «Fvg migliora secondo la Scuola Sant'Anna di Pisa»

«Secondo il Sistema di Valutazione dei Sistemi sanitari regionali, il Friuli Venezia Giulia presenta un trend di stabilità e miglioramento pari a 67 indicatori su 98»

I dati 2017 del Sistema di Valutazione dei Sistemi sanitari regionali, resi pubblici pochi giorni fa dal Laboratorio Management e Sanità (MeS) dell’Istituto di Management della Scuola Sant’Anna di Pisa attestano che il Friuli Venezia Giulia presenta un trend di stabilità e miglioramento pari a 67 indicatori su 98. Così riporta il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri dopo le recenti dichiarazioni dell'assessore regionale alla sanità Riccardo Riccardi

«Questa non è una gara tra sistemi sanitari regional in in quanto - spiega Spitaleri - lo studio ha il compito di fornire alle singole Regioni un monitoraggio pluriennale rispetto a degli indicatori che la stessa regione si dà. Noi ne abbiamo 98, come il Veneto, cioè andiamo a valutazione su un dettaglio molto ampio, e centriamo più "bersagli" di quanti ne manchiamo».

Secondo Spitaleri «per fare una valutazione complessiva sul nostro sistema sanità bisogna necessariamente fare riferimento ad un range temporale pluriennale, perchè solo in questo modo si riesce a comprendere quanti e quali siano gli indicatori in reale peggioramento rispetto ad una linea di gestione. Ad esempio, analizzando i grafici dei bersagli di tutte le Regioni emergono situazioni differenziate. Così la Lombardia non ottiene buoni risultati e anche Trento, che presenta un miglioramento del 51% contro il nostro 49%, ha un peggioramento del 33,6% contro il nostro 31%».

«Questo significa che va tutto bene? No - osserva Spitaleri - Il processo di riforma è partito a tutti gli effetti dal 2015, e ci sono importanti criticità sulla cronicità, sulle liste d'attesa, sui costi dei farmaci (particolarmente quelli innovativi). Questo significa che le disfunzioni  segnalate dai cittadini sono errate? Nemmeno. Al di là delle oscillazioni di rendimento che si possono avere in un sistema che rende milioni di prestazioni all'anno (dal "banale" esame del sangue al trapianto di organo), ci sono settori che richiedono a volte semplice manutenzione, a volte interventi più complessi, che la politica deve avere il coraggio di fare e che, come tutte le scelte, possono avere margine di successo o insuccesso. Questo significa che la sanità regionale è allo sfascio? Assolutamente no», sottolinea Spitaleri.

«Non è certo augurabile a chicchessia di dover sperimentare i sistemi sanitari di altre regioni per comprendere la qualità del nostro, ma rimane da comprendere a chi giovi disegnare un sistema allo sfascio e in coda alle classifiche nazionali, col rischio - aggiunge - di alimentare il senso di insicurezza nei cittadini».

«La sfida di un sanità al servizio dei cittadini - conclude spitaleri - è quella che non ha paura delle valutazioni e che si dota di strumenti rapidi di intervento obiettivo per obiettivo. Gli indicatori relativi al Friuli Venezia Giulia non parlano di geografia istituzionale o di direttori generali, ma di performance e prestazioni. Avere una valutazione anno per anno consente di avere un cruscotto sempre visibile e di superare finalmente le polemiche della campagna elettorale».

Il documento in sintesi della Scuola Sant'Anna di Pisa è consultabile qui:  https://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=6258258.pdf

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