Sanità, Spitaleri (Pd): «Chi governa faccia attenzione a screditare le istituzioni»

«O i nostri conti sono allo sfascio, e allora una giunta seria dovrebbe interrogarsi in via emergenziale sulla questione (ma così non è); oppure sta facendo provvedimenti spot al solo scopo di farsi pubblicità»

«Negli anni la giunta di centrosinistra ha sempre dimostrato di saper gestire il bilancio della sanità regionale. Eravamo sempre consapevoli che i costi della sanità erano e sono in costante aumento, ma abbiamo comunque fatto fronte alle crescenti esigenze di salute dei cittadini. Ora tocca al centrodestra dimostrare questa capacità, tocca in particolare all'assessore alla Salute, che dai banchi dell'opposizione non perdeva occasione per accusarci di voler trasformare il bilancio della Regione nel bilancio della sanità». Lo afferma il segretario regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia, Salvatore Spitaleri, commentando le dichiarazioni odierne degli assessori regionali, Riccardo Riccardi e Barbara Zilli in materia di Sanità.

«Il centro destra forse ha capito che ora si comincia a fare sul serio, che non basta far paura con la questione dei migranti. Per questo – indica Spitaleri – gioca d'anticipo la carta del bilancio e tenta di screditare la solvibilità finanziaria del Friuli Venezia Giulia. Il rating del Friuli Venezia Giulia non è censito e controllato semplicemente da tutti gli apparati pubblici, è anche gestito dal mercato finanziario e dalle agenzie specializzate, che hanno sempre riconosciuto l’alta affidabilità del bilancio gestito dalla precedente giunta regionale. Aggiungo che chi governa è bene sia prudente, ed eviti di screditare l'Istituzione cui è temporaneamente preposto: agenzie ed investitori prendono nota rapidamente».

«L’assessore Zilli e l’assessore Riccardi - prosegue - portano come dato di evidenza alcuni squilibri di bilancio sulla sanità. Fingono di stupirsi indignati, ma tutti sanno che l’intervento in sanità in sede di assestamento si è sempre reso necessario, basta scorrere le leggi di assestamento degli ultimi vent’anni».
«Fuor di polemica ci chiediamo – sottolinea Spitaleri – se l'attuale Giunta sia ingenua o finga di esserlo. Forse non sa che nella nostra sanità è stato necessario allocare risorse in più ad esempio per garantire la fornitura di farmaci innovativi antitumorali, per poter migliore alcuni presidi per le disabilità, oppure per intervenire sulle vaccinazioni, posto che un certo numero bambini non era stato vaccinato nella zona del codroipese, oppure che si son dovuti fare interventi sulle malattie rare. È inutile girarci attorno, la questione demografica, con l’invecchiamento della popolazione, non è una partita a costo zero per la sanità regionale».

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«Allora – segnala Spitaleri – bisogna avere il dovere della verità, il dovere di dire che ci vogliono più risorse in sanità. Ma non basta, bisogna anche ammettere che chi vent’anni fa ha voluto mettere in carico alla Regione la competenza totale della sanità ha probabilmente fatto un errore e oggi è meglio che non pontifichi, a maggior ragione se il centrodestra vuole farlo divenire Presidente della paritetica».
Per Spitaleri «il punto è un altro: i provvedimenti che sta impostando l'attuale giunta regionale sono del tutto contraddittori. Delle due l'una: o i nostri conti sono allo sfascio, e allora una giunta seria dovrebbe interrogarsi in via emergenziale sulla questione (ma così non è); oppure sta facendo provvedimenti spot al solo scopo di farsi pubblicità. Ma sappia la giunta Fedriga che Tondo ha potuto tirare a campare perché aveva molte più risorse, che non ci saranno più: dovrete prendere provvedimenti difficili, e allora non potrete continuare a dire che è colpa del centrosinistra».
Spitaleri conclude con «una postilla sulle sette figure mancanti in Direzione Sanità: ci aspettiamo che Riccardi metta quei sette dirigenti al più presto. In base allo spoil system da loro annunciato, li avrebbero comunque sostituiti, quindi non si lamentino e approfittino di tanta grazia di posti liberi. La nostra Giunta aveva il divieto di copertura di tutti i posti dirigenziali negli ultimi sei mesi di legislatura, loro no».

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