Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Sanità, Ussai (M5S): "La riforma del centrodestra è la nostra"

“Si tratta di un’inversione a 360 gradi del centrodestra, che già con Tondo nel 2012 promuoveva un’unica super azienda territoriale regionale separata dalle tre aziende ospedaliere”

Piacevolmente stupiti in casa 5 stelle per la scelta del Presidente Fedriga e l’Assessore Riccardi sul nuovo assetto della sanità da dare al Friuli Venezia Giulia. Dalle prime notizie, dichiara una nota dell'M5S, sembra infatti che il modello di riforma sia perfettamente allineato con quanto proposto dal Movimento già nel 2014 e visibile sulla piattaforma Rousseau dalla scorsa legislatura, frutto di una continua consultazione con la cittadinanza, i sindacati e gli operatori di settore.

Un'inversione di rotta

“Si tratta di un’inversione a 360 gradi del centrodestra, che già con Tondo nel 2012 promuoveva un’unica super azienda territoriale regionale separata dalle tre aziende ospedaliere” ha commentato il consigliere pentastellato Ussai - “Per tutta la scorsa legislatura e in campagna elettorale la compagine di centrodestra sosteneva l’irrazionalità dell’unione ospedale/territorio che “metteva insieme l’agenda della badante con quella del cardiochirurgo”. Ecco perché questo cambio di rotta ci lascia sorpresi.”

Preoccupazioni e criticità

“Ho dichiarato più volte in queste settimane la nostra preoccupazione per gli effetti sugli operatori e sulle strutture che un’ulteriore riforma potrebbe avere. La maggior criticità nella scelta del modello è  infatti l’eccessivo costo organizzativo, soprattutto in un momento in cui il sistema è in difficoltà sia dal punto di vista economico, sia nell’erogazione dei servizi, con tutto il peso a gravare sul personale e dopo tre anni in cui si è cercato di integrare ospedale e territorio”.

Le aspettative

“Questa scelta rappresenta comunque una rivoluzione perché finalmente si è dato ascolto alla voce della maggior parte degli operatori e dei sindacati, e questo non può che farci piacere. Aspettiamo ora di leggere nel dettaglio la proposta, le decisioni sui presidi ospedalieri minori e sulle diverse aggregazioni dei medici di medicina generale, come ad esempio i CAP mai partiti, prima di esprimere un giudizio definitivo.” Ha concluso il consigliere Andrea Ussai.

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