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Sap dopo dichiarazioni del Prefetto: «Organico insufficiente alla sicurezza ed età media troppo alta»

«Assisteremo all'utilizzo di reparti provenienti da altre provincie e il ricorso al lavoro straordinario dei “territoriali” per poter garantire “presenza” utile solo ai mezzi di informazione»

«Nessuna novità dalle dichiarazioni del Prefetto di Trieste sugli esiti del Comitato ordine e sicurezza pubblica in parte dedicato all’episodio della violenza sessuale ai danni di una minore. Assistiamo ad annunci di un “controllo ancora più serrato e pressante” in risposta a quanto accaduto. Nei giorni scorsi avevamo detto: “forse verranno fatte le solite operazioni di facciata come l’invio dei reparti prevenzione anticrimine che effettueranno dei controlli, di tanto in tanto, ottimi per gli articoli sul giornale, ma di mandare personale stanziale non sarà possibile. E dove li trovano? Assisteremo forse alle solite assicurazioni, alle solite operazioni spot”». Queste le dichiarazioni del Sindacato Autonomo di Polizia dopo le affermazioni del Prefetto.
«Eccoci accontentati! Ci viene subito da chiedere: con quali uomini? Il Prefetto - continua il sindacato - riferendosi all’aumento dell’attività delle forze di polizia dicendo: “purtroppo non accrescendo il numero degli agenti, visto che gli organici sono fissi” di fatto certifica quanto il Sap sta sostenendo da anni, l’organico è insufficiente alla sicurezza richiesta ed ha anche un’età media troppo elevata».

«Stesso concetto espresso qualche giorno fa dal Capo della Polizia - prosegue il Sap - all’inaugurazione della nuova Questura di Rovigo, dove il Prefetto Gabrielli ricordava che l’organico della Polizia di Stato è passato da 117 mila dell’89 ai 98 mila di oggi (20% in meno) e l’età media dei poliziotti è di 49-52 anni. Numeri che con le sfide di oggi come immigrazione, terrorismo, criminalità comune ed organizzata la dicono lunga sulla crisi che sta affrontando l’apparato sicurezza e che il Sap da tempo denuncia». «Assisteremo quindi probabilmente nei prossimi giorni a Trieste, che dal 2007 ha perso circa 250 uomini, ad un utilizzo di reparti provenienti da atre provincie e il ricorso al lavoro straordinario dei “territoriali” per poter garantire “presenza” utile solo ai mezzi di informazione: di sicuro non verranno risolti i problemi che si annidano nella nostra città».

«Ancora una volta si chiede un lavoro straordinario a personale vecchio e sottopagato, ricordiamo che proprio in questi giorni si è avviato il tavolo per un rinnovo del contratto, fermo illegittimamente (come sentenziato dalla Corte Costituzionale) dal 2009 e che le somme attualmente messe a disposizione prevederebbero un ridicolo quando offensivo aumento di 11 euro. Dopo 8 anni! Non di secondo ordine sono le dotazioni e le formazioni delle forze di polizia, ma anche servirà innovare la legislazione oggi più improntata ad essere garantista con i criminali che con la gente onesta».
«Sarebbe ora che il Prefetto, in qualità di rappresentante territoriale di Governo, si rivolgesse a Roma per rappresentare l’impossibilità di continuare in questo modo sul fronte sicurezza e rappresentando anche il forte malcontento che serpeggia tra gli operatori della Polizia di Stato alla quale si sta chiedendo da tempo, sempre di più dando loro sempre di meno».
«La sicurezza non si fa a giorni alterni, -conclude il sindacato - si consolida giorno per giorno, si programma, si organizza!»

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