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Schengen, Morena (Sel): «No a chiusura dei confini, no a derive discriminatorie e xenofobe»

Lo rileva in una nota Sabrina Morena, coordinatrice Sel Trieste

«Parlare di chiusura dei confini a noi gente di confine è come riaprire una ferita che si sta rimarginando da quando la Slovenia è entrata in Europa.  Bisognerebbe spiegare a Salvini che cosa significa vivere su un confine con i controlli alla frontiera e altri impedimenti che ostacolano il rapporto fluido e sereno con il paese confinante. L'Europa della libera circolazione delle persone è quanto di più pacifico abbiamo saputo inventare dopo la seconda guerra mondiale, che lacerò tutti  i paesi europei nei quali i più elementari diritti umani furono calpestati dal nazifascismo».

Lo rileva in una nota Sabrina Morena, coordinatrice di Sel Trieste.

«Ora - continua la nota - andare sul confine tra Italia e Slovenia e scoprire che questo confine non c'è più, appare strano detto da parte di un parlamentare europeo che evidentemente e purtroppo ignora i principi fondamentali che animano l' Unione Europea.  Noi gente di confine non abbiamo nessuna intenzione di ritornare al passato e vivere di nuovo con una frontiera che limita le nostre libertà e i rapporti con le popolazioni confinanti in cui vive un' importante comunità italiana. In questo senso l' Unione Europea e la libera circolazione ci ha aiutato a pacificare questo nostro territorio in cui le popolazioni hanno tanto sofferto prima, durante e dopo il 45»'.  Sabrina Morena Facebook-2

«Che l' Europa crolli - sottolinea Morena - perché non sa gestire un'emergenza umanitaria, è davvero grave e al contempo assurdo.  Oggi, proprio nel giorno della memoria è importante ricordarci e preservare la nostra umanità da ogni deriva discriminatoria, che sia razzismo, xenofobia, omofobia, sessismo. Invece di mettere il filo spinato che rimanda a terribili tristi memorie, i paesi dell'Unione Europea farebbero bene ad unirsi per dare una risposta ai rifugiati che premono alle frontiere, aprendo dei corridoi umanitari per evitare le migliaia di morti nel Mediterraneo e gestire in prima persona la situazione».

«Lo dobbiamo - continua - alle vittime della Shoah e  a chi a dato la vita per la nostra libertà. Per i popoli europei Unione Europea ha significato vivere in pace e noi , salvaguardando l' Unione Europea, salvaguardiamo la pace». 

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