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Scuola, Novelli (FI): «In aula si fa politica»

Il consigliere regionale Roberto Novelli non appoggia l'operato della VI Commissione sui progetti didattici sulla parità di genere e a contrasto dell'omofobia

«Vogliono toglierci la parola più bella e dolce che abbiamo, la prima che diciamo da bambini: "mamma", soltanto per voler rendere ordinario ciò che, di fatto, nella nostra società e nella nostra cultura non lo è». Così il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli a margine delle audizioni della VI Commissione di diversi soggetti istituzionali sui progetti didattici nelle scuole del Friuli Venezia Giulia su parità di genere e contrasto all'omofobia.

«La scuola - rileva Novelli - dovrebbe essere un'istituzione di alta formazione ed educazione dei nostri ragazzi. Un luogo di apprendimento, dove non si dovrebbe fare politica. Purtroppo, però, sappiamo benissimo che nella scuola italiana non funziona così. A scuola si fa politica e, per lo più, una politica che contrasta quella visione del mondo radicata sulle nostre tradizioni e che fa riferimento al centrodestra. Via libera, quindi, a togliere i Crocifissi dalle aule, niente presepi o canti di Natale e ora anche progetti che promuovono la parità di genere. Sia ben chiaro che non si vuole demonizzare, perché ognuno è libero di vivere la propria vita come meglio crede, però non si può far passare per ordinario, ciò che ordinario non è, magari forzando i bambini anche nel vestiario».

«Dove sta scritto - prosegue l'esponente di Forza Italia - che non si possono educare bambini e ragazzi al rispetto senza queste forzature e che bisogna per forza stravolgere un sistema formativo che, tutto sommato, funzionava? Perché dobbiamo far passare per normale che io, Roberto, mi vesta da ballerina con tutù?» aggiunge Novelli.

«Ogni giorno sentiamo fior fiore di intellettuali di sinistra parlare della laicità della scuola, di come bisogna togliere tutti i simboli religiosi cristiani per non offendere altre religioni, in primis quella musulmana. Nessuno però si è mai chiesto se questi progetti sui gender possano effettivamente mettere in difficoltà proprio i ragazzi appartenenti a quelle religioni, per le quali omologare generi diversi è un vero e proprio abominio, visto che non si riconosce neanche l'uguaglianza tra uomo e donna. Forse sarebbe il caso - conclude Novelli - di fare marcia indietro e far sì che la scuola italiana porti avanti storia, cultura, stili di vita e tradizioni che sono proprie del nostro Paese".

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