Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Scuola, Sel Fvg contro Renzi «Più soldi alla scuola pubblica»

Sinistra Ecologia e Lberta del Friuli Venezia Giulia si scaglia contro Matteo Renzi. La divisione della Regione sottolinea come i fondi necessari per garantire un'istruzione gratuita a tutti siano troppo bassi e vadano incrementati, ritenendo intollerabile gli sforzi del governo per finanziare le scuole paritarie

Renzi si è sempre presentato come un difensore della scuola, ponendola alla base anche del rilancio del Paese. Alla prova dei fatti, però, il testo della sua riforma si presenta come una proposta che manca di coraggio e di investimenti reali. È quanto afferma la divisione del Friuli Venezia Giulia di Sel, che continua «Anzi, si dice chiaramente che lo stato non è più in grado di garantire la copertura dell’istruzione pubblica e che le scuole devono reperire fondi sul mercato attraverso la costituzione di fondazioni in collaborazione con imprese e privati. Tutto questo per noi è inaccettabile. L’istruzione pubblica è e deve rimanere un servizio di base della nostra Repubblica, un’opportunità garantita a tutti grazie alla fiscalità generale e soprattutto non condizionata dagli interessi del mercato».

«Le segnalazioni di alcuni Istituti della nostra regione che chiedono alle famiglie di mantenere i contributi volontari da parte delle famiglie dimostrano a che livelli è ormai arrivata la scuola: un sottofinanziamento cronico da parte dello stato che non può più essere accettato. Se davvero si vuole far ripartire il Paese si deve investire nella scuola, garantendo però tutte le risorse necessarie».

«Dall’altra parte ce lo chiede anche l’Europa che prevede investimenti fino al 6% come la media degli altri Paesi OCSE. Oggi invece Renzi sembra più impegnato a trovare le coperture finanziarie per le scuole private invece che a investire seriamente nella scuola pubblica. E questo non può che trovare la piena contrarietà di chi, come noi, crede nell’articolo 33 della Costituzione».

Continua la nota «È anche per questo che, come Sel Fvg, riteniamo importante partecipare e appoggiare l’incontro pubblico che si svolgerà lunedì 9 marzo, alle 17.30, al Palamostre di Udine organizzato dal Comitato di Udine - Adotta la LIP, costituito da insegnanti, genitori e studenti».

Ricordiamo, dunque, che: lunedì 9 marzo si svolgerà al Palamostre, dalle 17.30, un importante incontro, organizzato dal Comitato di Udine - Adotta la LIP, costituito da insegnanti, genitori e studenti, in cui si farà il punto della situazione anche alla luce della svolta del governo di far slittare la riforma della “buona scuola” di Renzi, che non sarà più contenuta in un decreto legge ma in un disegno da sottoporre al Parlamento. All’incontro parteciperanno due parlamentari firmatari della LIP, Serena Pellegrino (Sel) e Maria Mussini (ex M5S), il professor Carlo Salmaso (uno degli autori della proposta) e alcuni rappresentanti di docenti, famiglie e personale ATA.

Lo scorso novembre è stata presentata anche a Udine, durante un incontro pubblico, la Legge di iniziativa popolare per la scuola della Repubblica (LIP), depositata in parlamento nel 2006, dopo aver raccolto ben 100.000 firme. Si tratta di un testo scritto da chi nella scuola studia e/o lavora, rispettoso della Costituzione. Una proposta di legge che rappresenta l’esito di un dibattito e di un percorso che ha coinvolto in modo democratico migliaia di genitori, docenti e studenti di varie parti d’Italia.

«I punti principali della legge popolare, che anche Sel Fvg condivide, sono: l’assunzione immediata dei precari in modo da coprire tutte le cattedre vacanti e quelle necessarie ad assicurare la riduzione del numero degli alunni per classe, l’ampliamento dell’offerta formativa (tempo pieno, ecc.), il sostegno, l’alfabetizzazione, la lotta alla dispersione scolastica, la scuola della cooperazione e della collegialità e non quella della competizione eterodiretta da Dirigenti manager e dalla burocrazia ministeriale, la piena gratuità della scuola statale con finanziamenti certi a tutte le scuole pari al 6% del PIL».

Infine Sel FVG conclude «No a scuole sostenute dai contributi dei genitori e dei privati. No a nuovi contributi alle scuole private, classi di massimo 22 alunni, la scuola dell’infanzia statale garantita a tutti con l’ultimo anno obbligatorio e non la sua trasformazione in un servizio, un sistema di valutazione autonomo dal Ministero che sostenga tutte le scuole aiutando quelle che operano in condizioni sociali disagiate al fine di dare a tutti gli studenti italiani la stessa offerta di istruzione e formazione, un rapporto fra scuola e lavoro finalizzato a garantire la libera scelta del proprio futuro agli studenti, no all’introduzione dell’apprendistato nelle scuole».

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