Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Scuola, Tondo (Ar): «Basta guerre tra Nord e Sud: lavoriamo per la qualità»

«La scuola deve tutelare prioritariamente i bambini e i ragazzi, e mettere gli insegnanti nelle condizioni di esercitare la loro professione al meglio»

«Chi insulta, offende e minaccia ha sempre torto. Una proposta può anche provocare reazioni dure. Accetto la dialettica, ma ci sono circostanze in cui la provocazione rasenta l’inciviltà: qui l’abbiamo ampiamente superata». Così Renzo Tondo, presidente del gruppo regionale Autonomia Responsabile, nell’esprimere sostegno «al collega Sibau, che ha avuto il merito di squarciare il velo di omertà che troppo spesso avvolge il comparto della scuola. Sibau ha proposto di modificare un sistema scolastico che non garantisce la continuità didattica e presenta criticità evidenti. Ha aggiunto una considerazione: ritiene che gli insegnanti del Friuli Venezia Giulia siano capaci, e, ha aggiunto, sarebbe doveroso assegnare prioritariamente le cattedre a insegnanti del territorio. Risultato? Nessuno ha preso in considerazione la sua proposta. In compenso, è stato bersagliato da volgarità. Ha ricevuto attacchi discriminatori intrisi di razzismo e disprezzo».

Ancora Tondo: «Troppi fissano il dito anziché guardare la luna: lasciamo perdere contrapposizioni penose tra Nord e Sud, e lavoriamo per assicurare un percorso scolastico di qualità ai nostri figli. Chi inizia un percorso, deve portarlo a termine con impegno, passione e, se ne ha, capacità. Questo principio vale in tutti i settori, e nella scuola diventa determinante. L’assenza di continuità didattica condanna i bambini a un disorientamento pericoloso. Assegnare, in via prioritaria, le cattedre vacanti a insegnati del territorio consentirebbe di scongiurare il rischio di esodi da un territorio all’altro per ragioni famigliari».

Chiude Tondo: «Ci sono test e risultati che certificano la qualità dell’offerta didattica delle nostre scuole. Trovo ingiusto che i nostri bambini subiscano sulla propria pelle le storture del sistema. Se la scuola non funziona, a essere penalizzati sono i bambini. È chiaro il concetto? Quindi, evitiamo zuffe da osteria e arene virtuali. Lavoriamo per la scuola. Lavoriamo per i bambini. La scuola non è uno stipendificio, né un ammortizzatore sociale. In questo Paese, anche a causa di un sindacalismo strabico, la scuola è stata spesso concepita come una realtà diretta ai docenti, anziché agli studenti. Sbagliato. La scuola deve tutelare prioritariamente i bambini e i ragazzi, e mettere gli insegnanti nelle condizioni di esercitare la loro professione al meglio».

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