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Serracchiani: «Avviare collaborazione regione-esperti presso l'Unione Europea»

Sono complessivamente 146 gli "esperti nazionali distaccati" dalle pubbliche amministrazioni del nostro Paese (i cosiddetti End) oggi impegnati nelle diverse istituzioni dell'Unione europea, ha incontrati a Bruxelles dalLa presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani

Sono complessivamente 146 gli "esperti  nazionali distaccati" dalle pubbliche amministrazioni del nostro  Paese (i cosiddetti End) oggi impegnati nelle diverse istituzioni  dell'Unione europea.

La presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani li ha  incontrati a Bruxelles, in occasione dell'annuale presentazione  del Rapporto End (promosso dalla stessa Regione Friuli Venezia  Giulia - l'anno passato dal Cnr/Centro nazionale Ricerche) alla  quale sono intervenuti il vicepresidente del Parlamento europeo  Antonio Tajani, il sottosegretario per gli Affari europei Sandro  Gozi, l'ambasciatore Stefano Sannino (rappresentante permanente  d'Italia presso la Ue), l'europarlamentare Isabella De Monte e  Giancarlo Defazio, presidente di Clenad Italia, l'organizzazione  che rappresenta gli End nella capitale belga.

Un incontro, nella sede del Parlamento Ue, sul tema della  "mobilità internazionale per accrescere le competenze della  pubblica amministrazione", che ha permesso di confermare l'avvio,  su scala più ampia e in termini di maggiore efficacia, come la  presidente Serracchiani ha indicato, di una proficua  collaborazione tra la Regione, questi esperti distaccati (di cui  due provenienti proprio dall'Amministrazione del Friuli Venezia  Giulia) e il Clenad.

"Il 2015 sarà di fatto l'anno in cui inizierà la fase di  attuazione dei programmi operativi nell'ambito delle  progettualità europee 2014-2020 con l'esigenza, anche del Friuli  Venezia Giulia, di convogliare tutti gli sforzi della parte  pubblica per sfruttare al meglio le risorse finanziarie europee impegnandole per contribuire alla realizzazione di iniziative e  progetti che affrontino le nostre criticità e rilancino una fase  di crescita", ha annotato Serracchiani.

Complessivamente, a grandi linee, nella nuova programmazione  comunitaria 2014-2020, il budget del Friuli Venezia Giulia, tra  Fondi strutturali (Fondo sociale europeo, Fondo europeo di  Sviluppo regionale, Fondo Agricoltura) e programmi di  cooperazione transfrontalieri (Ita-Austria e Ita-Slovenia)  ammonta infatti a oltre 900 milioni di euro, "spalmati" in sette  anni.

Il "distacco" di esperti e funzionari presso le istituzioni  europee non deve essere visto come un mero centro di costo, bensì  un investimento per il futuro per le amministrazioni di  provenienza, ha rilevato la presidente Serracchiani: si attua una  valorizzazione di abilità e competenze, una conoscenza  approfondita dei meccanismi di funzionamento e delle complesse  procedure in atto nell'amministrazione Ue che potranno poi  arricchire, "al rientro" in Italia, le pubbliche amministrazioni  d'origine, hanno confermato Serracchiani ed il sottosegretario  Gozi.

Sempre di più deve svilupparsi una fertilizzazione, una maggior  permeabilità tra pubbliche amministrazioni nazionali, centrali e  del territorio (Regioni ed Enti locali), e Bruxelles - "l'altra  capitale" d'Italia, come ha osservato Tajani - affinché "si pensi  sempre di più europeo e si capisca il funzionamento della  macchina europea", ha dichiarato l'ambasciatore Sannino.

Una pubblica amministrazione italiana che però ha bisogno, "ed in  fretta", di aggiornarsi e riformarsi, come peraltro la Regione  Friuli Venezia Giulia ha già iniziato a fare, ha rilevato  Serracchiani, investendo sempre di più in competenze come quelle  che possono fornire proprio gli esperti distaccati.

End italiani, ha aggiunto la presidente, che nel caso del Friuli  Venezia Giulia, creando proprio le condizioni per un loro  coinvolgimento diretto nelle "pratiche" riguardanti il nostro  territorio e la sua peculiare collocazione geopolitica, potranno  essere utili e determinanti anche nelle grandi strategie Ue come  le macroregioni adriatico-ionico e l'area alpina, non solo  nell'utilizzo dei fondi europei.

Risorse Ue, cospicue per il Friuli Venezia Giulia, che dovranno  comunque essere oggetto, ha dichiarato Isabella De Monte, di  specifiche iniziative per far conoscere al tessuto economico  regionale ed al sistema delle autonomie locali potenzialità e  ricadute.

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