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Servizio militare: Centis dice no alla leva obbligatoria

Il capogruppo dei Cittadini considera ingiusto «introdurre un ulteriore onere nei confronti di una generazione che oggi già porta sulle spalle gli errori fatti dai governanti del passato»

Il capogruppo dei Cittadini, Tiziano Centis, è intervenuto sulla proposta di legge nazionale
firmata Camber e Piccin (FI) che reintrodurrebbe in Italia la leva obbligatoria o in alternativa il servizio civile, esprimendo la propria contrarietà.
«Se un'esperienza di servizio civile o militare volontaria va considerata positiva per chi sceglie di svolgerla - spiega Centis - obbligare i nostri ragazzi a impegnare diversi mesi di vita contro la propria volontà è profondamente sbagliato. La vita delle persone non appartiene allo Stato. L'idea che la macchina pubblica possa pretendere dai nostri ragazzi tempo, energie, risorse è esattamente il contrario della logica liberale che dovremmo favorire: e cioè quella di individui liberi che pagano le tasse per avere in cambio buoni servizi e sicurezza».

«Non è giusto, inoltre, introdurre un ulteriore onere nei confronti di una generazione, quella dei giovani, che oggi già porta sulle spalle gli errori fatti dai governanti del passato, errori che hanno portato a un sempre più difficile accesso al mondo del lavoro e hanno reso un miraggio l'ottenimento di una pensione dignitosa in tempi ragionevoli. Siano almeno liberi di scegliere per il proprio futuro».

Attualmente uno strumento che incentiva i ragazzi a scegliere un periodo di impegno civile già esiste ed è anche molto recente: il decreto legislativo n. 40 del 2017 che prevede l'adesione
volontaria al servizio civile universale, per il quale oltre 53.000 ragazzi hanno già fatto domanda.
Per il Gruppo dei Cittadini chi sceglie questo percorso deve essere premiato, ma non obbligare chi vuole svolgere nella propria vita una strada diversa.
«La reintroduzione della naia inoltre non trova giustificazione nelle esigenze della difesa moderna - aggiunge Centis -, che ha piuttosto bisogno di un alto grado di professionalizzazione, di soldati competenti, preparati, motivati che facciano dell'opzione militare una scelta profonda, un percorso di vita autenticamente meditato. L'idea di una coscrizione di massa per qualche mese, serve davvero a poco».

«Va ricordato inoltre come la leva obbligatoria abbia prodotto in Italia anche episodi drammatici: suicidi in caserma, nonnismo e morti sospette, che scossero profondamente l'opinione pubblica e dette una spinta all'abolizione della leva militare».
«Non dimentichiamo, poi, che se il punto sul quale si vuole intervenire è l'educazione dei nostri ragazzi - conclude il capogruppo dei civici - bisogna partire dalle scuole tornando a investire sul nostro futuro realizzando un'istruzione veramente gratuita, accessibile a tutti, che insegni ad essere bravi cittadini, onesti, solidali, accoglienti, utili al prossimo. Si implementino quindi le risorse per i volontari, è il modo giusto per rispettare la libertà di chi non vuole aderire, premiando chi invece sceglie la strada dell'impegno civile».

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