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Sicurezza sul lavoro, Tarlao (Silp): «Pericolo sfiorato alla Stazione Marittima»

«Se le banchine dei porti non sono considerati luoghi di lavoro le possiamo forse considerare un “luogo privilegiato di villeggiatura”?»

«Il Silp Cgil di Trieste, era tornato sull’argomento sicurezza sui luoghi di lavoro all’interno delle aree portuali (battaglia che porta avanti dal 2015), a seguito delle immagini diffuse dai media nazionali ed internazionali che ritraevano decine di colleghi “parcheggiati” al sole sotto bordo della nave Diciotti e sui quali nessuno aveva speso una parola». Lo dichiara il segretario regionale del Silp Cgil Michele Tarlao.
«A seguito delle sollecitazioni e proteste del Silp, -spiega Tarlao - il Ministero “statuiva” che le aree portuali, le stazioni marittime, le navi, ecc. non potevano essere considerati luoghi di lavoro, in barba al TU 81/2008, del codice ILO e altre norme e regolamenti nazionali e internazionali. Quindi, ci eravamo chiesti, nella malaugurata ipotesi fosse accaduto qualcosa ai colleghi, oppure a quelli della Polizia di Frontiera Marittima, quali tutele avrebbero potuto invocare?».
«È di due giorni fa - continua - la notizia del danneggiamento di una delle automobili della Polizia di Frontiera Marittima di Trieste parcheggiate a lato della Stazione Marittima (TTP), a causa della caduta dall’alto di un pezzo di metallo staccatosi da dei binari usati in passato per la manovra degli scalandroni delle navi. Per fortuna nessuno è stato colpito. Quindi, se le banchine dei porti non sono considerati luoghi di lavoro, - conclude -le possiamo forse considerare un “luogo privilegiato di villeggiatura”?».
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