Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Un patto tra sindaci Fvg: uniti in Regione per rilanciare le loro città

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, di Udine Pietro Fontanini e di Pordenone Alessandro Ciriani, sono andati a bussare a Fedriga con le loro richieste

«Ci presenteremo uniti in Regione a chiedere interventi per aiutare economia e occupazione». Così esordisce il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna sul suo profilo Facebook.
Dalla gestione locale dei migranti agli spazi finaziari per l’edilizia pubblica, dagli aiuti ai disoccupati al rilancio dei centri storici. Questi alcuni punti nodali al centro dell’incontro avvenuto in Comune a Gorizia con i sindaci di Trieste, Roberto Di Piazza, Udine, Pietro Fontanini e di Pordenone, Alessandro Ciriani e Gorizia.
«Abbiamo condiviso la necessità di affrontare in modo unitario alcuni problemi comuni di rilevante importanza per tutte le città del Friuli Venezia Giulia individuando congiuntamente delle proposte che saranno raccolte in un documento da presentare insieme alla giunta regionale».
«Una delle questioni su cui chiederemo particolare impegno alla Regione - spiega - riguarda gli strumenti per sostenere le persone disoccupate con maggiori risorse da destinare ai lavori socialmente utili e a momenti formativi come stage e tirocini, che aiutano il cittadino e contestualmente anche le pubbliche amministrazioni. Sarebbe anche opportuno, se possibile - abbiamo sottolineato - estendere la durata dei LSU dagli attuali sei mesi a dodici».

Forte attenzione sarà chiesta anche per il rilancio dei centri storici e del commercio cittadino oggi in forte sofferenza. «Questo settore - continua il sindaco di Gorizia - sta conoscendo una crisi attanagliante, causata soprattutto dalle minori disponibilità delle famiglie e dall’affermazione dell’e-commerce. È necessario, quindi, implementare gli strumenti a sostegno delle attività nei centri storici destinando non solo risorse per un’animazione mirata attraverso eventi di strada ma anche incentivando la nuova imprenditoria, soprattutto quella giovanile, attraverso una leva fiscale ed una considerevole sburocratizzazione per consolidare un'offerta merceologica cittadina ampia e diversificata. Sarebbe anche opportuno predisporre nuove risorse per la prosecuzione dei progetti Pisus, anche in un'ottica di riconversione dei vecchi locali e attivare un nuovo fondo per operatori economici/esercizi commerciali danneggiati da cantieri di lavoro interrotti, che hanno determinato mancati introiti».
«Sarà anche chiesto - conclude Ziberna - l’incremento degli spazi finanziari sbloccando così la realizzazione di opere importanti per le città. Fra gli argomenti trattati, ovviamente, anche l’immigrazione incontrollata, la riforma delle Uti, l’adeguamento dell’impiantistica sportiva e l’edilizia scolastica».

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