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Carlo Grilli

Carlo Grilli

Sostegno al reddito, Camber-Grilli: «Parte dei contributi vadano alle imprese che assumono chi è in difficoltà e potrebbe lavorare»

«Per prima cosa non vogliamo più vedere gente attaccata a un telefono in attesa di un sms»

«Vi ringrazio per la pazienza: ci tengo davvero che le cose funzionino e ci metto il cuore in quello che faccio. Vedere la gente arrabbiata, perchè non riesce a ricevere neanche una risposta, fa male; risposte che purtroppo non ci sono. La situazione temo resterà immutata almeno fino a maggio, quando dovrebbero essere attivate le card: ma nessuno pensa a cosa sarà dopo due anni, quando questa misura cesserà».
Carlo Grilli (assessore ai Servizi sociali del Comune di Trieste) ci mette come sempre la faccia e incontra alcuni dei destinatari delle misure di sostegno al reddito, «o sarebbe meglio dire, che dovrebbero ricevere le misure di sostegno al reddito», sottolinea il candidato al Consiglio regionale Piero Camber (Forza Italia), partecipante attivo al confronto tenutosi al Torquemada, a San Giusto.

Dopo il racconto di quelli che sono stati i problemi incontrati dall’Amministrazione comunale negli ultimi mesi in merito all’erogazione dei sostegni al reddito, «con i computer dell' Inps che non riescono a elaborare i dati forniti dal Comune, siamo riusciti a fronteggiare parzialmente  l’emergenza chiedendo e ottenendo un anticipo dalla Regione e con fondi nostri». Grilli e Camber hanno presentato quella che sarà la loro proposta per migliorare la misura nazionale: «Per prima cosa non vogliamo più vedere gente attaccata a un telefono in attesa di un sms: le persone devono sapere quanto e quando arriverà loro di sostegno. Inoltre vanno scorporate le misure regionali da quelle nazionali: chiederemo infatti che parte di questi soldi vengano destinati alle imprese che assumono chi è in difficoltà ma può lavorare, coprendo così la parte contributiva dello stipendio, anche con corsi appositi di formazione professionale».
«La dignità dell’uomo viene prima di tutto e questo vuol dire che chi è in difficoltà non deve chiedere l’elemosina alle istituzioni, ma avere la possibilità di  guadagnarsi il proprio stipendio», ha concluso Piero Camber.

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